Palermo, etimologia e storia del capoluogo della Sicilia

Solo i veri palermitani sanno qual è l'origine del nome "Palermo" e tu? Scoprilo, leggendo l'articolo

A cura di Simona Lo Certo
28 settembre 2023 08:08
Palermo, etimologia e storia del capoluogo della Sicilia
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Palermo: tutto sull’origine del suo nome

Quando si dice “Palermo” si pensa subito al capoluogo della Sicilia, alla città dalle origini arabe e normanne e dalla vasta storia. E non c’è alcun dubbio, infatti, che da secoli Palermo sia la culla di culture diverse, che sono confluite al suo interno grazie al passaggio di popoli differenti che hanno lasciato il loro segno.

Nei secoli, la città ha assunto nomi differenti, che le sono stati attribuiti dai popoli che l’hanno abitata, dando un valido contributo al suo sviluppo.

Sebbene è conosciuta con il nome ufficiale di “Palermo”, il primo nome della città su “ṢYṢ”, termine attribuito dai Fenici al primo insediamento fondato e che fa riferimento alla sua conformazione naturale a forma di “fiore” o alla presenza della catena di monti intorno che l’avvolgono come una “collana splendente”.

A confermare questa prima ipotesi di origine è una serie di monete che sono state trovate in diverse parti della Sicilia. In una di queste monete si legge infatti da un lato la legenda ṢYṢ e dall’altro la scritta greca ΠΑΝΟΡΜΟΣ (PANORMOS), particolari che hanno indotto gli storici a ritenere che il trigramma ṢYṢ sia l’equivalente del toponimo greco παν-όρμος (Panormos).

Se però questo particolare desta ancora qualche dubbio, più chiara è la questione circa il significato del termine “Panormos”, ritenuto il nome ufficiale che la città ha avuto sin dal IV secolo a.C. come attestato da numerose fonti.

Si pensa che il termine faccia riferimento al grande porto palermitano, considerato sin dall’antichità il più bel porto della Sicilia ed è per questo che “Pan- ormos”, è stato tradotto letteralmente “tutto-porto”, sostenendo la teoria secondo cui il termine greco ὅρμος (ormos) indica indubbiamente un luogo di ancoraggio: una baia, un porto o un rifugio; ma ha anche il significato di catena, collana, collare o gioiello, che conferma la sequenza di lettere ṢYṢ sulle monete.

Questa ipotesi sarebbe la più adeguata e vicina all’attuale nome del capoluogo siciliano, confermata anche dal contributo dato dai Romani, che conquistandolo latinizzarono il suo nome in Panormus e rafforzata dagli Arabi prima che, alla fine del I° Millennio, lo chiamarono Balarm (pronuncia Balerm) o più semplicemente Madìnah che in arabo identifica “la città”; e dai Normanni che successivamente la chiamarono Balermus o Balarmuh pronunciati alla stessa maniera e da lì il termine si trasformò fino a diventare l’odierna Palermo.

Ora che sai l’origine del nome “Palermo” (se già non la conoscevi), scopri l’interessante storia del capoluogo siciliano. Continua a leggere!

Storia di Palermo

Su una vasta insenatura lungo la costa tirrenica, ai piedi del Monte Pellegrino, ai confini della fertile Conca d’oro si trova il capoluogo della Sicilia, Palermo.

Grazie alla sua favorevole posizione, è stata storicamente un importante punto di transito per il commercio e ancora oggi un’ambita meta di turismo e di traffico logistico.

Nel corso dei secoli, la città ha vissuto diverse dominazioni, provenienti da varie parti del mondo, contribuendo a plasmare Palermo come un centro ricco di una straordinaria varietà di stili e correnti artistiche (Medioevo, Barocco, Rinascimento, Gotico). Questi periodi di influenza hanno spesso generato opere d’arte, strutture architettoniche e elementi decorativi unici e innovativi.

Il nucleo originario della città fu stabilito tra due corsi d’acqua noti come “Kemonia” e “Papireto”, oggi scomparsi. Il periodo di massimo splendore risale alla seconda metà dell’IX secolo, quando i Saraceni presero il controllo della città dopo un secolo di dominio bizantino, trasformandola in una delle città più maestose del tempo e rendendola capitale dell’intera isola.

Dopo il periodo angioino, che vide l’emergere della rivolta dei Vespri nel 1282, durante la quale la città si ribellò a Carlo d’Angiò che si rifugiò a Napoli, Palermo sperimentò una rinascita sotto il dominio aragonese, che portò a significativi cambiamenti.

Nel 1494, durante il regno di Ferdinando d’Aragona, la Sicilia fu annessa alla Spagna e Palermo divenne sede dei Viceré, i governatori a cui veniva affidato il potere sull’isola, da condividere con i baroni.

Con il passaggio della corona a Carlo V degli Asburgo, la città vide un notevole sviluppo urbanistico con l’inaugurazione di “via Maqueda” e la creazione scenografica dei “Quattro Canti”, con notevoli realizzazioni scultoree come le statue innalzate in onore dei sovrani, come quella di Carlo V in “Piazza Bologna”, o la realizzazione della “Fontana Pretoria”, comunemente conosciuta dai palermitani come “Piazza della Vergogna” a causa della nudità delle statue.

Da quel momento in poi, e per un lungo periodo, la città rimase sotto il dominio spagnolo, con brevi interruzioni durante i periodi di dominio dei Savoia (1713-1718) e degli Asburgo (1720-1735). Successivamente, subentrò il dominio Borbonico, che Garibaldi pose fine con la celebre spedizione dei Mille il 27 maggio 1860.

Oggi, Palermo conta oltre 660.000 abitanti e, considerando l’espansione significativa anche nell’area circostante, un fenomeno in crescita, soprattutto in questi ultimi anni, supera il milione di abitanti.

Una realtà che presenta luci ed ombre e che andrebbe valorizzata per la sua ricchezza, ma che resta comunque uno dei luoghi più affascinanti della Sicilia.

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