Una prelibatizza che unisce e divide: le curiosità e le origini della stigghiola palermitana
Scopri la stigghiola di Palermo: spiedino di budella grigliate, tradizione controversa e curiosità che divide i palermitani!

Origini e tradizioni della stigghiola palermitana
La stigghiola è uno dei simboli più autentici della cucina di strada palermitana, composta da budella di agnello (talvolta capretto o pollo) lavate, condite con prezzemolo, cipolla e spezie, arrotolate attorno a un cipollotto e grigliate sulla brace. Molto popolare tra gli “stigghiulari” – i venditori ambulanti – sprigiona un aroma inconfondibile, tanto apprezzato quanto considerato controverso dai palermitani più sensibili.
Questo piatto rientra nei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del MIPAAF ed è rappresentativo di una cultura culinaria fondata sul recupero delle risorse disponibili.
Popolarità e divisione tra i palermitani
Per i palermitani, la stigghiola è molto più di un semplice cibo di strada: è un rito gastronomico che si celebra in mercati come la Vucciria e il Capo, ma suscita reazioni forti, tra ammirazione e repulsione. Il suo odore deciso e la consistenza particolare la rendono amatissima da alcuni e respinta da altri.
Secondo Gastro Obscura, questo spiedino evoca stregoneria culinaria: il suo fumo intenso e il sapore deciso sono diventati un’istituzione nei vicoli di Palermo, quasi una sfida per i curiosi.
Preparazione, vendita e attualità
La preparazione in strada è spettacolare: le budella vengono infilzate, grigliate lentamente, spruzzate di limone e tagliate in dischi finissimi direttamente sul momento. I venditori, gli stigghiulari, spesso attirano il pubblico con gesti teatrali e odore pungente, creando una scena vibrante e autentica.
Oggi la stigghiola è un fiore all’occhiello del turismo enogastronomico palermitano: anche chef gourmet la reinterpretano nei loro locali, ma il vero spirito rimane quello del cibo di strada, affollato e popolare.
Curiosità
Lo “stigghiolaro” più celebre fu Gianfortuna, una leggenda dei mercati di Palermo: raccontano che il suo fumo fosse così denso da avvolgerlo come una colonna invisibile, rendendolo un eroe popolare tra i clienti