Un capolavoro di potere e bellezza: a Palermo c'è un palazzo che cela curiosità assurde
Palazzo Sclafani a Palermo, edificio del XIV secolo, unisce storia, architettura e un passato di potere tra le famiglie nobili siciliane.
Un capolavoro di potere e bellezza
Nel cuore del centro storico di Palermo, accanto all’Ospedale Civico e non lontano dal Palazzo dei Normanni, sorge il maestoso Palazzo Sclafani, una delle più antiche e imponenti residenze medievali della città. Costruito nel 1330 per volere del conte Matteo Sclafani, il palazzo rappresentava la potenza e l’ambizione della sua casata, rivale dei Chiaramonte, che in quegli stessi anni erigevano il celebre Palazzo Steri.
La facciata, in pietra calcarea dorata, è un esempio perfetto di architettura gotico-catalana con influenze arabe e normanne. L’ampio portale ogivale, decorato da archi intrecciati, introduce a un cortile interno che un tempo era circondato da logge e finestre bifore ornate. Tutto in questa costruzione parla di grandezza e competizione nobiliare, in una Palermo che nel Trecento era crocevia di culture e potere.
Nel corso dei secoli, l’edificio subì trasformazioni e cambi di destinazione d’uso. Dal 1435 divenne Ospedale Grande e Nuovo, e per oltre quattro secoli accolse malati e poveri, fino a essere inglobato nel complesso ospedaliero cittadino.
Un testimone della storia di Palermo
Oltre al valore architettonico, Palazzo Sclafani custodisce anche un’importante pagina d’arte: al suo interno, nel Quattrocento, si trovava il celebre affresco del Trionfo della Morte, oggi conservato alla Galleria Regionale di Palazzo Abatellis. L’opera, tra le più iconiche del tardo Medioevo, raffigura la Morte a cavallo che colpisce nobili e mendicanti, simbolo potente della fragilità umana e del destino comune di ogni epoca.
La storia del palazzo è anche la storia di Palermo stessa: di una città che muta, che trasforma i suoi simboli di potere in luoghi di servizio pubblico, ma che continua a preservare la memoria del suo passato nobiliare.
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