A Palermo esiste un isola che affiora nel blu e che nasconde delle storie mai raccontate prima

Ustica, la perla nera vicino Palermo, nasconde una curiosità storica che ha trasformato il suo mare e l’identità dell’isola per sempre.

18 gennaio 2026 21:00
A Palermo esiste un isola che affiora nel blu e che nasconde delle storie mai raccontate prima - Foto: Pavla Mačoková/Wikipedia
Foto: Pavla Mačoková/Wikipedia
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L’isola che affiora dal blu

A nord di Palermo, Ustica appare come una visione improvvisa: una macchia scura circondata da un mare azzurro quasi irreale. Da vicino, ogni suo sentiero racconta una storia diversa, modellata da secoli di vento, lava e passaggi di popoli che hanno lasciato tracce profonde. L’isola sembra immobile, ma chi la conosce bene sa che qui tutto si muove: il mare, le correnti, le voci dei pescatori, la memoria dei suoi abitanti. Ustica non è solo un’isola, è un’identità, una presenza costante per Palermo, che nel tempo l’ha percepita come un’estensione naturale del proprio orizzonte.

Le sue rocce nere, nate da un passato vulcanico complesso, raccontano una storia antichissima. Il celebre Villaggio dei Faraglioni, scoperto negli anni Cinquanta, ha rivelato la presenza di una comunità dell’età del bronzo perfettamente organizzata, con mura, strade e un sistema di difesa sorprendente. È la prova che Ustica è stata un punto nevralgico del Mediterraneo molto prima dell’arrivo dei Romani. Questa continuità storica si riflette ancora oggi nelle tradizioni, nei dialetti, nella cucina e nei racconti tramandati di generazione in generazione.

La forza silenziosa della sua terra

A determinare il carattere di Ustica non è soltanto il suo isolamento, ma la natura stessa del suo suolo. La terra vulcanica, scura e compatta, ha reso possibile un’agricoltura di qualità sorprendente: lenticchie, capperi, erbe spontanee e vigneti in grado di resistere a venti che altrove distruggerebbero tutto. È un equilibrio fragile e allo stesso tempo fortissimo, in cui mare e terra si sorreggono reciprocamente.

Il porto di Cala Santa Maria è da sempre il cuore dell’isola. Qui sono passati pescatori, commercianti, soldati, studiosi, navigatori e famiglie in cerca di un nuovo inizio. Palermo e Ustica sono legate da secoli: i commerci, la pesca, gli approvvigionamenti e perfino le migrazioni stagionali hanno costruito un ponte invisibile che ha retto nel tempo. Ogni barca che parte da Palermo e si avvicina all’isola vede emergere dal nulla una sagoma nera e compatta: un’immagine che da generazioni emoziona e intimorisce allo stesso tempo.

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