Comune di Palermo: i limiti dell'amministrazione Lagalla nella gestione dell'emergenza acqua allo Zen 2

Scopri la realtà dello Zen 2: AMAP non fornisce acqua potabilizzata e il clima sociale è teso. È tempo di scelte strutturali! 💧🏙️

A cura di Redazione Redazione
12 gennaio 2026 20:18
Comune di Palermo: i limiti dell'amministrazione Lagalla nella gestione dell'emergenza acqua allo Zen 2 -
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Tensioni e Critiche allo Zen: Scoppia il Caso dell’Acqua Potabilizzata

PALERMO – Il quartiere Zen 2 è nuovamente al centro delle polemiche, questa volta per una controversa gestione dell’erogazione dell’acqua potabilizzata. A sollevare la questione è la consigliera comunale del Partito Democratico, Mariangela Di Gangi, che accusa l’azienda AMAP di fornire informazioni “scorrette e fuorvianti”.

“Facciamo chiarezza. È AMAP a non fornire acqua potabilizzata allo Zen 2,” ha dichiarato Di Gangi in un comunicato stampa, criticando la gestione dell’amministratore unico dell’azienda che, secondo lei, si è recato nel quartiere con insufficienti informazioni sullo stato attuale. “Non è compito dei residenti portare la rete per l’installazione dei contatori dell’acqua,” ha aggiunto, sottolineando la mancanza di accordi tra l’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) e AMAP.

La consigliera ha evidenziato come le dichiarazioni diffuse dalla direzione di AMAP possano avere gravi ripercussioni sul clima sociale nel quartiere. “Queste informazioni scorrette alimentano odio e criminalizzazione collettiva, creando una pericolosa guerra tra cittadini,” ha denunciato, facendo riferimento ai toni aggressivi usciti sui social network.

Di Gangi ha anche criticato l’amministrazione comunale guidata da Roberto Lagalla, affermando che “l’episodio è una cartina al tornasole dell’inadeguatezza” della gestione della situazione difficile che vive il quartiere. La consigliera definisce l’attenzione istituzionale del Comune come una “presa in giro”, evidenziando che le riunioni e gli interventi proposti appaiono come “misure di ordinaria amministrazione” invece che soluzioni straordinarie necessarie.

All’assemblea convocata dal sindaco Lagalla nello Zen, si è assistito a un “copione già visto,” con proposte che non affrontano le cause profonde dei problemi del quartiere, come l’inclusione sociale e la cura dei bisogni dei residenti. “Ogni intervento rischia di non produrre soluzioni concrete e strutturali.”

Con il richiamo a scelte strutturali piuttosto che a misure tampone, Di Gangi ha messo in guardia da un possibile fallimento dell’intervento pubblico, segnando così un punto di vista critico e incisivo sulla gestione del quartiere di Palermo.

In un momento storico delicato per lo Zen, la consigliera si fa portavoce di una richiesta di cambiamento e attenzione reale, invitando le istituzioni a non limitarsi a “interventi di sola facciata” ma a guardare in profondità, per una vera rinascita del quartiere.

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