Himera, l'eroe sepolto della provincia: sito archeologico di battaglie antiche
Himera, vicino Termini Imerese in provincia di Palermo, sito UNESCO con tempio della Vittoria e ossario di 35.000 guerrieri. Storia punica e greca tra dune e mare.
La battaglia che cambiò la Sicilia occidentale
A pochi chilometri da Palermo, tra le dune di Termini Imerese, Himera dorme sotto strati di sabbia e storia: colonia greca del VII secolo a.C., teatro della epica battaglia del 480 a.C. dove Gelone di Siracusa annientò 300.000 cartaginesi guidati da Amilcare, salvando la Magna Grecia. L'ossario, con resti di 35.000 caduti, e il Tempio della Vittoria – colonne doriche superstiti – gridano vittoria in un paesaggio che sa di salsedine e ulivi secolari.
Scavato dal 2007, il museo raccoglie elmi, spade e crani trafitti, prove di un massacro che Erodoto descrisse come punizione divina. I punici tornarono nel 409, radendo al suolo tutto, ma le mura megalitiche e le necropoli fenicie sopravvivono, testimoni di un crocevia tra fenici, greci e romani. Oggi, escursioni tra rovine e mare attirano appassionati che scalano il colle per vista sul Golfo, sentendo l'eco di trombe da 2.500 anni fa.
Tesori sotterranei e eredità viva
Le catacombe paleocristiane vicine, con affreschi del IV secolo, aggiungono strati bizantini, mentre la Rocca di Carini – non lontana – evoca leggende di dame medievali. Himera entra nel circuito UNESCO per l'arabo-normanno, ma brilla per la sua indipendenza: festival estivi rievocano la battaglia con attori in cotta di maglia, fuochi e banchetti greci. I palermitani ci vanno per picnic domenicali, mescolando pic-nic a lezioni di storia tra i blocchi calcarei erosi dal vento.
È la provincia che parla: non solo Palermo capitale, ma terre che custodiscono il dna della Sicilia, da grotte della Gurfa con cripte normanne a Monte Porcara con tombe preistoriche. Visitarla significa camminare su ossa di eroi, con il Tirreno che lambisce le rovine, un promemoria che la cultura qui non è in vetrina, ma viva nel suolo.
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