Il palazzo di Palermo nato per salvare i malati che nasconde una curiosità inquietante
Un antico palazzo di Palermo, nato come ospedale, custodisce una curiosità medievale che racconta paura, fede e potere.
Il palazzo che nasce dal dolore
Nel centro storico di Palermo si erge Palazzo Sclafani, un edificio che racchiude una storia diversa da quella di molte altre residenze nobiliari. Non nacque per celebrare il lusso, ma per rispondere a un bisogno urgente: curare, accogliere e isolare. Costruito nel XIV secolo per volontà di Matteo Sclafani, inizialmente fu una dimora nobiliare, ma il suo destino cambiò rapidamente.
Nel Quattrocento il palazzo venne trasformato nel Grande Ospedale di Palermo, una delle istituzioni sanitarie più importanti della città per diversi secoli. Qui venivano accolti poveri, malati, pellegrini e persone senza alcuna protezione sociale.
Un luogo di cura e controllo
L’ospedale non era solo un luogo di assistenza, ma anche di controllo. In un’epoca segnata da epidemie e paure collettive, concentrare i malati significava proteggere la città. Palazzo Sclafani divenne così un punto nevralgico della Palermo medievale, dove medicina, religione e autorità si intrecciavano in modo indissolubile.
Le sue sale ospitarono medici, speziali, religiosi e pazienti provenienti da ogni angolo della Sicilia. Il palazzo assunse un ruolo sociale enorme, diventando simbolo di carità ma anche di isolamento forzato.
La curiosità che inquieta ancora oggi
Tra i dettagli meno noti c’è la presenza, all’interno del complesso, di decorazioni pittoriche dal forte valore simbolico. La più celebre è il grande affresco del Trionfo della Morte, originariamente collocato proprio a Palazzo Sclafani. Un’opera potentissima, pensata per ricordare a chi entrava la fragilità della vita e l’inevitabilità della fine.
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