Il tratto di mare di Palermo che ha salvato specie rare e segreti millenari: la curiosità naturale che nessuno racconta

Tra Palermo e Isola delle Femmine esiste un mare protetto che custodisce specie rare e una curiosità naturale che ha cambiato la storia del litorale.

30 gennaio 2026 12:00
Il tratto di mare di Palermo che ha salvato specie rare e segreti millenari: la curiosità naturale che nessuno racconta - Foto: MariaCristina2/Wikipedia
Foto: MariaCristina2/Wikipedia
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Il mare che Palermo ha rischiato di perdere

A pochi chilometri dal centro di Palermo esiste un tratto di mare che sembra appartenere a un’altra epoca. L’area naturale marina protetta di Capo Gallo – Isola delle Femmine non è soltanto un paradiso per subacquei e naturalisti, ma un autentico archivio vivente della biodiversità mediterranea. Qui il mare conserva ancora fondali incontaminati, grotte sommerse, praterie di posidonia e specie che altrove sono scomparse da decenni.

Capo Gallo, con la sua imponente falesia calcarea, è un punto di riferimento naturale per la costa palermitana. Per secoli queste acque sono state sfruttate senza regole, fino a quando si è compreso che ciò che sembrava infinito stava lentamente scomparendo. Il mare iniziava a perdere la sua ricchezza, e con essa una parte fondamentale dell’identità costiera di Palermo.

Una riserva nata per necessità

L’istituzione dell’area marina protetta non fu una scelta semplice né immediata. Fu il risultato di studi scientifici che dimostrarono come questa porzione di mare ospitasse una concentrazione eccezionale di specie animali e vegetali. Cernie, coralli, gorgonie, molluschi rari e una fauna ittica sorprendentemente varia sopravvivevano grazie alla particolare conformazione dei fondali e alle correnti marine.

Isola delle Femmine, collegata a Palermo da secoli di pesca e scambi, divenne uno dei simboli di questa rinascita ambientale. La protezione del mare impose nuove regole, ma allo stesso tempo aprì la strada a un turismo sostenibile che ha restituito valore a un territorio spesso sottovalutato. Il mare non era più solo una risorsa da sfruttare, ma un patrimonio da difendere.

La curiosità che rende unico questo tratto di costa

Ciò che pochi sanno è che l’area protetta custodisce anche un patrimonio archeologico sommerso. Nei fondali sono state individuate tracce di antichi approdi e resti di ancore, segni di una navigazione che risale a epoche molto lontane. Questo dimostra che Capo Gallo non era solo un luogo naturale privilegiato, ma anche un punto strategico per i traffici marittimi del Mediterraneo.

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