La Cattedrale di Palermo, testimone di millenni tra moschee e re
La Cattedrale di Palermo, da basilica bizantina a moschea araba e Duomo normanno, custodisce reliquie di Santa Rosalia e storie di incoronazioni reali. Patrimonio UNESCO da esplorare.
Dalle origini fenicie a gloria normanna
Piazza della Cattedrale, con la sua fontana e le statue di santi, è il salotto di Palermo dove ogni pietra racconta un'invasione. Nata su una necropoli punica nel IV secolo, divenne basilica bizantina nel 592, poi moschea per i saraceni dal 831, capace di 7.000 fedeli sotto i minareti. I normanni la riconquistarono nel 1072, trasformandola in duomo con Gualtiero Offamilio che la consacrò nel 1185, dopo il terremoto del 1169 che la ridusse in macerie.
Qui giacciono Federico II e Ruggero II, tra cripte con mosaici che fondono Oriente e Occidente, mentre l'urna di Santa Rosalia, argento barocco del Seicento, brilla nella cappella a lei dedicata. La santa, eremita sul Monte Pellegrino, salvò la città dalla peste del 1624: il suo corpo, ritrovato quel 15 luglio, fermò il contagio, scatenando il primo Festino l'anno dopo. Oggi, con la Porta Santa aperta nel 2015 per il Giubileo, è meta di processioni che invadono il Cassaro, mescolando faith e folklore palermitano.
Prospetti e tesori nascosti nel cuore della città
La facciata gotica-catalana, con portali di Antonino Gambara del 1426, guarda via Vittorio Emanuele tra cupolette maioliche e merli arabi. Il fianco meridionale, con il portico normanno e statue di Agata, Cristina e Oliva – protettrici dei mandamenti – è un libro aperto di storia: colonne con versetti coranici riutilizzati, timpani con l'Annunciazione. All'interno, la tribuna di Antonello Gagini, smantellata nel Settecento per restauri invasivi di Ferdinando Fuga, lasciò il posto a navate neoclassiche, ma le absidi orientali conservano l'essenza del XII secolo.
Terremoti del 1726 e 1823 ne rimodellarono il campanile, ora neogotico con pinnacoli che bucano il cielo, mentre la cripta del 1844 espone sarcofagi reali. Palermo la vive ogni 14 luglio, con la Santuzza portata in trionfo da migliaia di devoti, fuochi d'artificio e carri barocchi che trasformano la piazza in teatro a cielo aperto. È più di un tempio: è il polmone spirituale di una città che ha visto papi, imperatori e plebei intrecciare destini.
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