La chiesa di Palermo che ha ingannato il tempo: la curiosità bizantina che sconvolse fedeli e sovrani

Nel cuore di Palermo una chiesa cela una curiosità bizantina che ha ingannato il tempo e cambiato il modo di guardare il sacro.

29 gennaio 2026 12:00
La chiesa di Palermo che ha ingannato il tempo: la curiosità bizantina che sconvolse fedeli e sovrani - Foto: Bjs/Wikipedia
Foto: Bjs/Wikipedia
Condividi

Un luogo che non appartiene a una sola epoca

Nel centro storico di Palermo esiste un edificio che, più di ogni altro, mette in crisi chi prova a definirlo con una sola parola. La chiesa della Martorana non è soltanto un luogo di culto: è una stratificazione di potere, fede, arte e trasformazioni che attraversano quasi mille anni di storia. Entrarvi significa abbandonare ogni certezza cronologica. Le superfici parlano lingue diverse, i mosaici raccontano un Oriente che Palermo non ha mai davvero smesso di essere.

Fondata nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del Regno di Sicilia sotto Ruggero II, la chiesa nasce come cappella privata di una delle figure più potenti del Mediterraneo medievale. Non è un caso: la Martorana doveva stupire, affermare autorità, dimostrare che Palermo era una capitale degna di Bisanzio e di Costantinopoli. Il risultato è un edificio che non si piega al tempo, ma lo ingloba.

Mosaici che parlano di potere

I mosaici interni sono il vero cuore della chiesa. Cristo Pantocratore, la Vergine, i santi e le figure imperiali non sono solo immagini devozionali: sono messaggi politici. Ruggero II viene raffigurato incoronato direttamente da Cristo, un dettaglio che non ha eguali in Occidente. È un’affermazione chiara: il potere del sovrano siciliano non discende da Roma, ma direttamente dal divino.

Nel corso dei secoli la Martorana ha cambiato volto. Nel Cinquecento fu inglobata nel monastero benedettino delle monache della Martorana, subendo trasformazioni barocche che modificarono parte della struttura originaria. Eppure, nonostante gli interventi, il cuore bizantino è rimasto intatto, come se l’edificio avesse deciso autonomamente cosa salvare e cosa sacrificare.

Curiosità

La curiosità più sorprendente riguarda proprio ciò che oggi vediamo. Molti credono che la Martorana sia rimasta immutata, ma in realtà gran parte di ciò che appare “antico” è il risultato di restauri ottocenteschi, voluti per recuperare l’identità bizantina originaria. In pratica, Palermo ha scelto di tornare indietro nel tempo, cancellando secoli di stratificazioni per riportare alla luce un’anima che non voleva essere dimenticata.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Palermo