La vallata nascosta di Palermo dove un frutto ha cambiato il destino di un intero quartiere

A Palermo c’è una borgata che custodisce un agrume unico al mondo e una storia sorprendente: la verità nascosta dietro la rinascita di Ciaculli.

08 gennaio 2026 18:00
La vallata nascosta di Palermo dove un frutto ha cambiato il destino di un intero quartiere - Foto: Conca d' Oro/Wikipedia
Foto: Conca d' Oro/Wikipedia
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Una borgata che Palermo aveva dimenticato

Quando si parla di Ciaculli, molti pensano solo a un nome che scivola tra le colline orientali di Palermo, quasi un dettaglio geografico. E invece dietro questa borgata c’è un racconto che parte da lontano, da campi che esistevano molto prima dell’espansione urbana, da famiglie che vivevano seguendo il ritmo degli agrumi e da strade che collegavano minuscoli insediamenti rurali.
Ciaculli non è mai stata un luogo rumoroso: la sua identità è rimasta legata alla terra, a quella che per secoli ha sostenuto una comunità fatta di coltivatori, artigiani e lavoratori abituati a ricavare il massimo da risorse semplici. La borgata era un punto di riferimento agricolo quando ancora Palermo non era la città compatta che conosciamo oggi. E nonostante i cambiamenti, l’arrivo di nuove costruzioni e l’altalenare delle economie locali, Ciaculli ha conservato una caratteristica che continua a distinguerla: la sua capacità di resistere restando se stessa.
Tra tutte le produzioni che hanno segnato questa parte della città, ce n’è una che ha modellato tradizioni, famiglie e perfino strategie economiche: un agrume che qui è diventato sinonimo di appartenenza.

Il frutto che ha dato un’identità a Ciaculli

Il mandarino tardivo di Ciaculli, diventato famoso ben oltre i confini di Palermo, nasce proprio in questi campi. È un frutto che racconta più di quanto sembri: la sua coltivazione necessita di un clima preciso, di terreni particolari e di una cura che si tramanda come un mestiere antico. È dolce, profumato, con una maturazione lenta che smentisce l’idea di un’agricoltura veloce e meccanica.
Questo agrume ha dato continuità a un’intera borgata. Non è solo un prodotto agricolo, ma un filo che lega il passato rurale alle scelte moderne, perché Ciaculli è una delle poche zone di Palermo in cui l’agrumicoltura tradizionale è riuscita a sopravvivere nonostante la pressione della città.
Molti terreni sono tutelati proprio per difendere questo equilibrio delicato: la presenza dei giardini storici, delle piccole coltivazioni familiari, dei filari che resistono stagione dopo stagione ricorda che l’identità del luogo non si può spostare altrove. Il paesaggio di Ciaculli, fatto di colline morbide e spazi coltivati, mantiene ancora oggi un carattere che altrove si è perduto. È la prova che una borgata può vivere tra la grande città e la campagna senza rinunciare alla propria storia.

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