Il cielo di fuoco che ha sepolto Palermo in una storia che non hai studiato a scuola
Notti di bombe su Palermo dal 1940 al '43: RAF e americani colpiscono porto e case, cattedrale scheggiata, 2.123 morti prima dell'arrivo di Patton. Storia di una città ferita.
I primi rombi che spezzarono il silenzio
Immagina Palermo nel giugno 1940: estate calda, famiglie in piazza Verdi, quando 15 bombardieri francesi dalla Tunisia scaricano morte sul porto – non obiettivi militari, ma case, 25 civili polverizzati. Mussolini grida aiuto a Hitler: arrivano i tedeschi del X Fliegerkorps, 88mm antiaerei sul Pellegrino che tuonano come tuoni, radar Freya su Capo Gallo che scrutano 120 km di mare, Würzburg a Boccadifalco che guida caccia italiani contro Wellington inglesi da Malta. Notte dopo notte, fari bucano il buio, schegge fischiano, gente corre nei rifugi sotto il monte, stringendo mani di bambini terrorizzati. RAF martella rifornimenti per Rommel, Lancaster sorvolano Mondello con ordigni che illuminano Sferracavallo come giorno.
È guerra lontana diventata personale: madri che nascondono figli nei seminterrati, sirene che urlano all'alba. Americani entrano gennaio '43: 7 gennaio affondano Bersagliere nel porto, ma bombe vagano su quartieri, 139 anime strappate.ninobadalamenti.
L'apocalisse del 9 maggio e le onde assassine
Poi il '43 diventa inferno: 3 febbraio 30 B-17 devastano Magione e Corso Mille, 98 corpi tra macerie; 15 febbraio porto e centro saltano, 226 famiglie distrutte. 1 marzo 94 tonnellate su Università e Albergo Povere, schegge ovunque. Ma il 9 maggio è la fine: 211 B-17 riversano 315 tonnellate su porto e binari – bombe cadono libere sul centro, cattedrale ferita, Archivio Stato brucia fosforo verde, 373 morti in un'ora, case come scheletri fumanti. 22 marzo Volta carica di munizioni esplode nel porto, onde anomale annega 24 in rifugio sommerso. RAF 4 aprile incenerisce SS Salvatore e Biblioteca; 17 aprile Brancaccio e Ucciardone paralizzati. Totale: 2.123 civili uccisi, 30.000 feriti, metà Palermo rasa. Patton entra 22 luglio, ma Luftwaffe risponde fino agosto con raid vendicativi.
Rifugi affollati e una città che rinasce
Rifugi Pellegrino traboccano di pianti, Monte Ucciardone di disperazione; chiese Magione, Annunziata, San Giorgio Genovesi crollano, Palazzo Sclafani e Abatellis mutilati. Oggi percorri via Roma tra palazzi ricostruiti, ma ferite aperte: lapidi, foto Bundesarchiv di luglio '43 con facciate sventrate, storie di nonne che raccontano "il cielo cadde". Palermo si rialza, ma quel rombo resta nel cuore.
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