Il luogo che inghiottì Palermo e ne restituì il destino
Tra Cinisi e il mare, la storia nascosta dello scalo siciliano diventato simbolo di rinascita: misteri, tragedie e rivoluzioni tecnologiche.
Il sogno che nacque nel vento
Tra le scogliere di Punta Raisi e il vento impetuoso del Golfo di Castellammare, un gruppo di ingegneri stende piani e mappe. È il 1953, e Palermo sogna un aeroporto nuovo per sostituire Boccadifalco, ormai soffocato tra palazzi e colline. Ma la decisione di costruirlo proprio lì, tra Montagna Longa e la costa, nasce più da interessi di cosche che da criteri tecnici: i venti di caduta, noti da secoli, vengono sottovalutati, mentre il potere mafioso di Cinisi detta la scelta. L'aeroporto prende forma accanto ai terreni di Gaetano Badalamenti, boss locale che siede silenzioso al confine tra Stato e omertà.
Il progetto prevede due piste parallele, ma già dal primo volo inaugurale — 2 gennaio 1960, da Roma Ciampino, pilotato da Ferdinando Fioretto — qualcosa sembra sospeso: Punta Raisi nasce tra entusiasmo e paura, bellezza e precarietà. Perché questo aeroporto, disegnato dai venti, non è mai stato solo un’infrastruttura. È un osservatorio della coscienza di Palermo, specchio di tragedie e rinascite.wikipedia
Le ferite nella memoria: Montagna Longa e il mare
Nel 1972, un volo Alitalia 112 si schianta su Montagna Longa, centoquindici morti. Sei anni dopo, nel 1978, un DC-9 della stessa compagnia cade a mare, 108 vittime e ventuno superstiti. Erano anni di nebbia politica e misteri: radar difettosi, pressioni per salvare l’immagine dello scalo, inchieste che sfumano come il fumo dei motori. Da allora il nome Punta Raisi evoca silenzi e rosari sospesi sulle bare, ma anche la rabbia di chi chiede di volare ancora senza paura.
Il futuro arriva nel 1995, con la nuova aerostazione moderna, architetti siciliani e uno spazio finalmente aperto alla luce. Falcone e Borsellino, i magistrati uccisi nel 1992, danno ora il nome all’aeroporto — quasi un testamento morale, un richiamo alla vigilanza. Ogni atterraggio custodisce una preghiera non detta, ogni decollo un addio breve alla città che resiste.wikipedia
Tra sviluppi, venti e ferro
Oggi Punta Raisi è il nono scalo italiano, oltre otto milioni di passeggeri nel 2023, una doppia pista che può ospitare Boeing 747 e Airbus 330. Da qui partono treni diretti, come il Genio Express inaugurato nel 2023, trentasette minuti tra il mare e il centro di Palermo. Lì dove un tempo Peppino Impastato denunciava i venti di mafia, oggi sfrecciano binari e taxi, duty-free e playlist d’attesa. Ma c’è chi, nelle notti di scirocco, giura di sentire ancora il rombo lontano di un aereo che non tornò mai, il respiro del mare che inghiotte e restituisce, come una promessa mantenuta troppo tardi.wikipedia
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