Palermo, allarme per i «finti scooter elettrici»: la Consulta chiede sequestri immediati
Nota del 23/2/2026 al Prefetto e al Sindaco: mezzi non omologati e senza targa mettono a rischio pedoni e minorenni.
La Consulta della Bicicletta del Comune di Palermo ha lanciato un allarme formale alle autorità cittadine: in una nota datata 23 febbraio 2026, indirizzata al Prefetto e al Sindaco, chiede interventi urgenti per contrastare la diffusione dei cosiddetti «finti scooter elettrici», definiti un fenomeno fuori controllo.
Questi mezzi, che assomigliano a biciclette ma si muovono senza l’uso dei pedali, sono ritenuti veicoli non omologati. La denuncia sottolinea che circolano senza targa e senza copertura assicurativa, in violazione del Codice della Strada: la loro presenza è vietata su carreggiate pubbliche e nelle aree pedonali.
L’allarme riguarda soprattutto la sicurezza pubblica: i finti scooter possono raggiungere velocità sostenute e, in caso di incidente, lasciano le vittime senza alcuna tutela assicurativa. La situazione è aggravata dall’uso diffuso tra i minorenni, che spesso guidano senza casco e senza patente, sfrecciando anche nelle zone dedicate ai pedoni e mettendo a rischio utenti deboli della strada.
Le forze dell’ordine, pur effettuando controlli, hanno ammesso limiti operativi: secondo la Consulta la Polizia Municipale non dispone di strumenti sufficienti per arginare un fenomeno in rapida espansione, che talvolta si intreccia con altre dinamiche criminose. Il perdurare dell’anarchia stradale sta inoltre alimentando due reazioni sociali negative: un’ingiustificata avversione verso la mobilità ciclistica regolare e una crescente sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Richieste al Prefetto
Per fronteggiare l’emergenza la Consulta propone misure di pronto intervento e prevenzione mirata. Tra le richieste principali, contenute nella nota ufficiale:
- Istituzione di un coordinamento interforze dedicato al problema;
- Attivazione di posti di blocco fissi nei punti nevralgici della città per verificare i mezzi e procedere al sequestro immediato e senza affidamento (la Consulta segnala che, in assenza di targa, lasciare il veicolo al proprietario rende difficile ogni successiva identificazione);
- Avvio di campagne educative capillari nelle scuole di ogni ordine e grado sul carattere illegale di questi veicoli;
- Coinvolgimento dei produttori e dei venditori locali nell’attività di prevenzione e controllo.
La richiesta è netta: servono provvedimenti incisivi e rapidi, non solo azioni episodiche di controllo.
Aree pedonali violate e impatto sociale
La nota denuncia anche il deterioramento delle aree pedonali cittadine, spesso trasformate in percorsi di transito o in parcheggi abusivi. Spazi nati per la socialità e la sicurezza sono oggi occupati da veicoli a motore, con ricadute sul diritto alla mobilità di bambini, pedoni, ciclisti e persone con disabilità, in violazione del Codice della Strada e della Carta Europea dei diritti del Pedone.
La Consulta chiede infine un incontro urgente con il Prefetto per discutere misure concrete e operative, offrendo la piena collaborazione dell’organo comunale per ripristinare sicurezza e legalità nelle strade di Palermo. Le proposte puntano a un mix di repressione (sequestri e posti di blocco) e prevenzione (educazione e responsabilizzazione dei venditori), nella speranza di arginare un fenomeno che, se non contenuto, rischia di amplificare conflitti sociali e pericoli reali per i cittadini.
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