Palermo tra voragini e cantieri: il piano comunale fatica a tamponare il dissesto
La città è un campo minato di buche: cantieri avviati ma interventi lenti, mentre pioggia e scarsa illuminazione aggravano il quadro.
Palermo resta la città delle buche: un vero campo minato che mette a rischio automobilisti, motociclisti e pedoni. Da via Oreto a via Roma, passando per arterie come via Notarbartolo, via Crispi e via Principe di Paternò, l’asfalto sventrato e i percorsi a ostacoli sono la norma, una condizione che peggiora ad ogni ondata di maltempo e che è spesso aggravata da un’illuminazione pubblica carente.
L’amministrazione comunale ha avviato una fase di reazione dopo anni di quello che viene definito un sostanziale immobilismo. L’assessore ai Lavori pubblici, Totò Orlando, ha spiegato che nel 2024 Palazzo delle Aquile ha riottenuto la competenza diretta sulla manutenzione stradale grazie a una modifica del contratto di servizio. Lo stesso assessore ammette però che il recupero di anni di incuria richiede tempo e pazienza.
Nonostante i numerosi cantieri aperti, il ritmo del degrado sembra spesso superare quello dei ripristini: per ogni voragine colmata, se ne apre un’altra. Questo alimenta la percezione che molti lavori siano limitati a rattoppi temporanei più che a interventi strutturali risolutivi.
Cantieri, tempistiche e aree coinvolte
L’ufficio Traffico e mobilità ha dato il via libera a interventi su punti strategici: via Scinà, via Dante, via Serradifalco, via Perpignano e le centralissime piazza Ruggero Settimo e piazza Castelnuovo, con l’obiettivo di chiudere i cantieri entro il 16 giugno. Altre zone interessate sono corso Calatafimi e le vie Paruta e Palmerino, dove le operazioni dovrebbero concludersi entro settembre.
Grande attesa per via Libertà: dopo settimane di stop che hanno paralizzato la corsia preferenziale in direzione Statua, i lavori sui marciapiedi sono programmati per ripartire nei primi giorni di marzo, dopo ritardi dovuti a varianti progettuali per i sottoservizi e alle frequenti allerte meteo.
Un’ordinanza specifica prevede inoltre 70 giorni di lavori tra piazza Tumminello e il sottopasso di via Crispi, un tratto particolarmente pericoloso nelle ore notturne a causa delle ampie voragini che mettono a dura prova le sospensioni dei mezzi pesanti e la stabilità dei due ruote.
Proseguono anche le limitazioni alla circolazione legate al raddoppio del ponte Corleone nel tratto compreso tra via Giafar e via Altofonte, con una chiusura prevista per la fine di marzo.
La sfida al dissesto stradale è aperta: la capacità dell’Amministrazione di assicurare interventi strutturali duraturi piuttosto che semplici rattoppi determinerà il successo dell’operazione. Per ottenere risultati concreti serviranno programmazione, adeguato monitoraggio delle aree più critiche e risorse mirate per ripristini che resistano alle stagioni e al traffico giornaliero.
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