Accoltellò l'amante della moglie allo Zen: condannato a 1,5 anni e torna libero

Il gup derubrica il fatto a lesioni aggravate: sospensione condizionale e revoca degli arresti domiciliari per A.P.

A cura di Redazione
06 marzo 2026 10:15
Accoltellò l'amante della moglie allo Zen: condannato a 1,5 anni e torna libero -
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Un uomo di 52 anni è stato condannato a un anno e mezzo per lesioni aggravate e ha ottenuto la sospensione condizionale della pena, tornando così libero dopo essere stato accusato di tentato omicidio. La decisione è stata presa dal gup Carmen Salustro al termine di un processo con rito abbreviato che ha cambiato l'impostazione iniziale dell'accusa.

Il fatto

La vicenda risale al 17 agosto dell'anno scorso: secondo l'accusa A. P. si sarebbe presentato nell'appartamento di via Luigi Einaudi, nel quartiere Zen, dove avrebbe trovato la moglie insieme a un altro uomo. Il racconto dell'imputato — riferito al giudice — è che i due fossero completamente nudi, circostanza che lo avrebbe fatto «perdere la testa». In quell'abitazione era presente anche un figlio minorenne. Dopo l'aggressione la vittima è stata trasportata all'ospedale Villa Sofia; i medici hanno giudicato le ferite grave ma non tali da mettere in pericolo la vita.

Versioni contrapposte e elementi investigativi

La difesa ha sostenuto che l'imputato avrebbe reagito a una presunta aggressione con una bottiglia rotta da parte dell'amante della moglie, e che quindi il gesto sarebbe avvenuto in stato di difesa. Gli investigatori però non hanno trovato cocci di bottiglia nel luogo dell'episodio e, come evidenziato dagli atti, l'imputato non riportava ferite compatibili con una colluttazione con vetro.

Iter giudiziario

Dopo l'intervento della polizia A. P. era stato inizialmente arrestato con l'accusa di tentato omicidio. In ottobre il tribunale del Riesame gli aveva concesso gli arresti domiciliari — in un'abitazione diversa da quella coniugale — e nel prosieguo delle indagini l'accusa venne derubricata a lesioni aggravate. Con il rito abbreviato il gup Carmen Salustro ha inflitto una pena di un anno e mezzo e concesso la sospensione condizionale della stessa, misura che ha reso possibile la revoca della detenzione e la liberazione dell'imputato. L'avvocato difensore è Loredana Mancino.

La scelta del rito abbreviato e la derubricazione delle contestazioni hanno determinato una misura sanzionatoria molto più lieve rispetto all'ipotesi iniziale di tentato omicidio; rimangono, tuttavia, elementi di fatto e ricostruzioni contrapposte sui momenti immediatamente precedenti e successivi all'accoltellamento.

La vicenda resta al centro dell'attenzione locale per le implicazioni familiari e per il coinvolgimento di un minorenne nel contesto dell'episodio, mentre le parti hanno concluso la fase processuale con esiti diversi rispetto all'apertura investigativa iniziale.

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