Bagheria: paziente denuncia danni permanenti dopo intervento al Rizzoli; Procura chiede archiviazione
Anna Maria Cuttitta sostiene una mononeuropatia post-operatoria che le ha compromesso la deambulazione; la Procura ha proposto l'archiviazione.
Una paziente di 42 anni, Anna Maria Cuttitta, ha denunciato che un intervento chirurgico eseguito il 3 ottobre 2024 presso l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bagheria le avrebbe causato un danno neurologico permanente, costringendola all'uso di tutori e ausili. La vicenda è al centro di tre querele presentate dalla donna; tuttavia la Procura della Repubblica ha richiesto l'archiviazione del procedimento, basandosi su una consulenza tecnica che la parte lesa definisce incompleta e viziata.
Cronologia degli eventi
- 2022: incidente stradale che provoca lesioni al ginocchio di Cuttitta.
- Aprile 2023: la paziente si rivolge a uno specialista che lavora sia presso l'Istituto Rizzoli sia in uno studio privato a Bagheria; si effettuano terapie conservative.
- 3 ottobre 2024: viene eseguita presso l'ospedale Rizzoli di Bagheria una stabilizzazione della rotula e ricostruzione legamentosa. Secondo la paziente, l'intervento inizialmente sembrava «riuscito perfettamente» e la deambulazione con stampelle era prevista per una rapida dimissione.
- Giorni successivi: sedute di piegamento del ginocchio con il macchinario Kimetec provocano forti dolori e sanguinamento della ferita chirurgica; si rende necessaria una trasfusione per perdita ematica.
- Dopo la trasfusione: insorgenza di un grave deficit neurologico, diagnosticato come mononeuropatia del nervo sciatico sinistro con prevalente compromissione delle fibre peronee, che secondo la paziente ha compromesso in modo permanente la sua capacità di deambulazione.
- Gennaio–3 marzo 2025: la paziente è sottoposta a ripetuti interventi in narcosi per il blocco del ginocchio presso l'ospedale Rizzoli di Bagheria.
- Fino al 3 aprile 2025: trasferimento presso la RSA Villa delle Palme di Villafrati per proseguire le cure.
- Ottobre 2025: emerge che una vite in titanio impiantata il 03/10/2024 è fuoriuscita dal tessuto sottocutaneo; si rende necessario un secondo intervento per la rimozione di un frammento. Resta tuttora un residuo metallico distale di 2,5 millimetri a ridosso della corticale tibiale posteriore, con conseguente sviluppo di un processo infettivo ancora in atto.
Stato delle indagini e posizioni delle parti
La donna ha formalizzato la sua denuncia in tre querele, sostenendo una chiara sequenza causale tra gli interventi subiti e i danni neurologici riportati. In riferimento alle decisioni dell'autorità giudiziaria, Cuttitta e i suoi legali contestano la consulenza tecnica adottata dalla Procura: «Nonostante la gravità dei fatti, la chiara sequenza causale tra gli interventi e i danni subiti... la procura della Repubblica ha richiesto l’archiviazione del procedimento. Basando, però, le proprie conclusioni esclusivamente sulla consulenza tecnica che risulta palesemente incompleta, carente e viziata da gravi omissioni».
Al momento non sono riportate nella documentazione pubblica dichiarazioni ufficiali dell'Istituto Rizzoli o dei medici coinvolti. La richiesta di archiviazione, come riportata dalla parte offesa, poggerebbe appunto sulla consulenza tecnica disposta dalla Procura, la cui completezza e attendibilità sono oggetto di contestazione da parte della paziente.
Aspetti clinici e possibili sviluppi
Dal punto di vista clinico, la ricostruzione dei fatti segnala elementi rilevanti: l'uso del macchinario Kimetec dopo l'intervento, l'episodio di sanguinamento e la conseguente trasfusione, la diagnosi di mononeuropatia e la presenza di un frammento metallico residuo con infezione sono circostanze che, se confermate, possono avere implicazioni sia per la prognosi funzionale della paziente sia per eventuali valutazioni di responsabilità medica.
Sul piano processuale, la richiesta di archiviazione non chiude automaticamente la vicenda: la parte offesa può produrre elementi ulteriori o segnalare omissioni tecniche che richiedano un nuovo approfondimento. La vicenda resta aperta nella misura in cui emergano nuovi riscontri clinici o documentali.
Gli elementi chiave su cui si concentreranno eventuali approfondimenti sono la correlazione temporale e causale tra le manovre post-operatorie e il deficit neurologico, la correttezza delle procedure di cura e monitoraggio post-operatorio, nonché la gestione dell'eventuale infezione correlata al residuo metallico. Per ora, la vicenda rimane un caso di rilievo sanitario e giudiziario sul quale la versione della parte offesa e la consulenza tecnica adottata dalla Procura entrano in netto contrasto.
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