Carburanti: gasolio ai massimi dal 2022, benzina ai livelli più alti dal 2024

Prezzi alla pompa in rialzo in Italia (16 marzo 2026); l'Ue avverte sul rischio di peggioramento e il governo convoca le compagnie.

A cura di Redazione
17 marzo 2026 09:00
Carburanti: gasolio ai massimi dal 2022, benzina ai livelli più alti dal 2024 -
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Il prezzo del gasolio in Italia ha raggiunto il livello più alto dal 22 marzo 2022, mentre la benzina non si vedeva a questi livelli dal 6 agosto 2024. I dati ufficiali del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), elaborati da Staffetta Quotidiana, indicano un quadro di crescita generalizzata dei prezzi alla pompa che ha spinto Bruxelles a lanciare un avvertimento sul possibile peggioramento della crisi energetica.

Le cause principali segnalate dagli operatori sono l'escalation geopolitica in Medio Oriente (con riferimento alla guerra in Iran e alle tensioni regionali), il rialzo del petrolio sul mercato internazionale — il Brent ha superato per giorni la soglia di 100 dollari al barile — e il rafforzamento del dollaro rispetto all'euro (la moneta unica ai minimi dall'agosto 2025). Questi fattori hanno spinto al rialzo anche le quotazioni dei prodotti raffinati, incidendo sui prezzi alla pompa.

Dati e variazioni dei prezzi

Secondo l'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, riferito a oggi, lunedì 16 marzo 2026, le medie nazionali in modalità self service sono:

  • Benzina: 1,84 €/l (media rilevata 1,841 €/l, aumento di +25 millesimi; compagnie 1,845 €/l, pompe bianche 1,834 €/l).
  • Gasolio: 2,07 €/l (media rilevata 2,070 €/l, aumento di +37 millesimi; compagnie 2,071 €/l, pompe bianche 2,068 €/l).

Per il servito, le medie rilevate sono: benzina 1,973 €/l (+21 millesimi) e gasolio 2,200 €/l (+33 millesimi). Sui tratti autostradali le medie sono più elevate: benzina self service 1,927 €/l e gasolio self service 2,133 €/l.

Le dinamiche registrate dalle singole compagnie nelle ultime ore: Eni ha superato i 2,00 €/l sul gasolio ma si mantiene più economica di circa 6-7 centesimi rispetto ad altri marchi; Ip ha applicato un aumento di +2 centesimi su benzina e diesel; Q8 ha aumentato di +5 centesimi; Tamoil ha incrementato la benzina di +4 centesimi e il diesel di +8 centesimi.

Allarme dall'Unione europea e possibili interventi

Il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, ha sottolineato che l'Unione «non ha un problema di sicurezza dell'approvvigionamento» ma è esposta all'aumento dei prezzi sul mercato globale. Jorgensen ha avvertito: "Dobbiamo essere pronti ad attuare misure a breve termine per aiutare gli Stati membri" se la situazione dovesse aggravarsi.

Tra le priorità indicate dalla Commissione ci sono l'accelerazione delle energie rinnovabili, la riduzione dei tempi di autorizzazione e un maggiore grado di interconnessione tra reti elettriche europee. Jorgensen ha inoltre ribadito la posizione dell'Ue sul rapporto con la Russia: l'obiettivo è ridurre progressivamente le importazioni energetiche russe, già oggi soggette a sanzioni e a deroghe per pochi Paesi.

Risposta italiana: convocazione delle compagnie

Per fronteggiare il caro carburanti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato un incontro per mercoledì 18 marzo presso la prefettura di Milano. Sono state invitate le principali compagnie: Eni, Ip, Tamoil, Q8, oltre a una serie di realtà retiste e di gestori (tra cui Vega Carburanti, Pad Multienergy, Retitalia, Costantin, Keropetrol, Beyfin, San Marco Petroli, Energas, Toil e Giap Holding). L'obiettivo dichiarato è discutere possibili interventi per mitigare gli aumenti e chiarire le dinamiche di prezzo lungo la rete.

Le autorità dovranno valutare sia misure di breve periodo — monitoraggio dei margini e trasparenza sui listini — sia interventi strutturali collegati all'efficientamento e alla transizione energetica.

Continua il monitoraggio dei mercati globali e delle quotazioni del greggio, mentre le autorità italiane ed europee tengono aperta la finestra su eventuali misure di contenimento. I prossimi giorni saranno cruciali per capire se gli aumenti già registrati si stabilizzeranno o se il quadro si deteriorerà ulteriormente.

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