Elicotteri US Navy sulle Madonie: sindaci e Parco chiedono chiarimenti su autorizzazioni e impatto
Voli di MH-60S vicino a Piano Catarineci scatenano proteste: 22 sindaci e il Parco delle Madonie chiedono risposte a Regione e Prefettura.
Cosa è successo. La scorsa settimana la pagina social della US Navy ha pubblicato foto e un post che documentano il sorvolo del monte Etna e della Sicilia da parte di elicotteri MH-60S Sea Hawk assegnati all'Helicopter Sea Combat Squadron (HSC-28), con riprese attribuite a MC2 Andy A. Anderson. Nel post la Marina americana precisa che il reparto è dispiegato nell'area operativa della 6a Flotta per sostenere la prontezza e la letalità delle forze navali USA in Europa e Africa.
Richiesta di chiarimenti dalle autorità locali
La pubblicazione delle immagini ha acceso il dibattito nelle Madonie: 22 sindaci del territorio e il presidente del Parco delle Madonie hanno inviato una lettera al presidente della Regione, Renato Schifani, e al prefetto di Palermo, Massimo Mariani, chiedendo spiegazioni. Nella missiva gli amministratori sollevano dubbi su tre punti principali: chi ha autorizzato i voli, se le istituzioni territoriali siano state informate e se sia stata svolta la prevista valutazione di incidenza ambientale.
Richieste specifiche. La lettera chiede inoltre se sia stato utilizzato l'area di Piano Catarineci — segnalata come possibile luogo di atterraggio nelle fotografie — e invita a valutare la sospensione di attività analoghe, alla luce dei rischi per la popolazione e per l'ambiente, soprattutto nel contesto dell'attuale scenario internazionale.
Dove e perché è rilevante l'area interessata
Piano Catarineci si trova nel cuore del Parco delle Madonie, un'area di alto valore naturalistico riconosciuta come Geoparco UNESCO e inserita nella rete europea Natura 2000. Quest'ultima prevede particolari tutele e controlli per le attività che possono incidere su habitat e specie protette; perciò le autorità locali richiedono chiarezza sulle procedure seguite prima dell'eventuale utilizzo dell'area per operazioni di volo o atterraggi.
Posizione della US Navy e informazioni disponibili
Nel post ufficiale la US Navy descrive l'attività come un volo di addestramento e sottolinea il ruolo dell'HSC-28 nel supporto operativo della 6a Flotta. Dal materiale a disposizione non emergono, tuttavia, dettagli pubblici su eventuali autorizzazioni rilasciate dalle autorità italiane o sulle comunicazioni intercorsi con enti locali. Al momento non risultano risposte pubbliche nella fonte alle istanze inviate dai sindaci e dal Parco.
Implicazioni amministrative e normative
Gli amministratori sollevano questioni che toccano competenze diverse: la gestione dello spazio aereo e le autorizzazioni ai voli militari, da una parte, e la normativa di tutela ambientale europea e nazionale, dall'altra. In particolare, per le aree inserite in Natura 2000 è prevista una forma di valutazione preventiva (valutazione di incidenza/appropriate assessment) per attività potenzialmente impattanti; sarà quindi determinante verificare se e come tale procedura sia stata applicata nel caso in esame.
Prossimi passi e attese
I firmatari della lettera chiedono che Regione e Prefettura forniscano documentazione e chiarimenti sui permessi e sulle valutazioni effettuate, e valutino la sospensione di esercitazioni simili fino a quando non sarà accertata la compatibilità con le tutele ambientali e la sicurezza della popolazione. L'evolversi della vicenda dipenderà dalle risposte istituzionali e da eventuali accessi agli atti che gli enti locali potranno ottenere.
Fatti al centro. La vicenda mette in luce il nodo tra esigenze di addestramento militare e tutela di aree protette, sollevando domande di trasparenza istituzionale e di rispetto delle procedure ambientali in un contesto sensibile come quello delle Madonie.
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