Palermo, Borgetto. Riesame annulla misure: tre indagati per rapina e tentato stupro tornano liberi

Il tribunale del Riesame revoca l'ordinanza: tre giovani scarcerati, resta ai domiciliari un solo indagato; le versioni dei fatti si scontrano.

A cura di Redazione
10 marzo 2026 09:15
Palermo, Borgetto. Riesame annulla misure: tre indagati per rapina e tentato stupro tornano liberi -
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Il tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare che il 19 febbraio aveva portato quattro giovani ai domiciliari nell'ambito di un'inchiesta per una presunta rapina e un tentativo di abuso avvenuti a Borgetto. Con distinti provvedimenti sono tornati liberi tre dei quattro indagati, mentre un quarto resta ai domiciliari.

I tre scarcerati sono Dennis Randazzo (20 anni), Samuel Plescia (21 anni) e Rossana Vitale (20 anni); i primi due sono difesi dagli avvocati Massimiliano Russo e Giacinto Arcuri. Resta invece ai domiciliari Alessio Gioacchino Tafarella (19 anni), il quale non ha presentato ricorso al Riesame. Le motivazioni della decisione non sono ancora rese note.

Versioni a confronto

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la sera del 30 novembre i quattro avrebbero speronato l'auto su cui viaggiava una coppia di fidanzati, costringendola ad accostare. Dopo una colluttazione e minacce con un coltello, gli indagati avrebbero sottratto 200 euro e, per Tafarella, è contestato anche il tentativo di abuso della giovane: sulla base di questa ipotesi sono stati disposti gli arresti a febbraio.

La difesa, tuttavia, presenta una ricostruzione sostanzialmente diversa e sostiene che l'incontro tra i gruppi è nato da una lite verbale. Secondo questa versione i quattro avrebbero soltanto lampeggiato la coppia, il conducente dell'auto con la fidanzata sarebbe sceso insultando i giovani, quindi sarebbe risalito e avrebbe effettuato una retromarcia quasi urtando il veicolo del gruppo. Da qui, sempre secondo la difesa, sarebbe nato un inseguimento volto a chiarire gli insulti e non una rapina.

A sostegno della tesi difensiva sono state presentate intercettazioni e documenti: una telefonata registrata dalla ragazza alla centrale dei carabinieri sarebbe utile a ricostruire il linguaggio usato dal giovane all'interno dell'auto; inoltre il proprietario dell'auto incidentata avrebbe in seguito contattato il padre del presunto tamponatore per chiedere il pagamento dei danni, e sarebbe stata prodotta anche una richiesta di risarcimento all'assicurazione.

La vicenda giudiziaria presenta punti contrastanti: gli indagati negano di aver sottratto i 200 euro e negano l'abuso contestato, mentre la presunta vittima mantiene la versione di rapina e contatto non consensuale. Il Riesame, valutando gli elementi a suo tempo acquisiti, ha ritenuto però di annullare l'ordinanza per tre degli indagati, pur senza rendere note le motivazioni che hanno convinto i giudici.

Al momento il procedimento è ancora in corso e la posizione degli indagati resta quella di persone contestate da ipotesi di reato: non c'è stata una sentenza di condanna. Le autorità procedono con gli accertamenti e la Procura valuterà i prossimi passi investigativi in luce della decisione del Riesame e della documentazione emersa.

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