Palermo: due arresti per resistenza a pubblico ufficiale in via Dante e viale Di Vittorio
I carabinieri del nucleo radiomobile hanno fermato e arrestato due persone dopo aggressioni e il rinvenimento di droga in due distinti controlli.
Palermo. I carabinieri del nucleo radiomobile di Palermo hanno eseguito, in due distinti interventi, due arresti in flagranza per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, rispettivamente in via Dante e in viale Di Vittorio. Entrambi gli arresti sono stati successivamente convalidati dal gip del Tribunale di Palermo.
Dettagli degli arresti
Nel primo episodio, in via Dante, i militari hanno notato un 42enne pregiudicato nei pressi di una rivendita di tabacchi. Alla vista della pattuglia l'uomo si è parzialmente coperto il volto; sottoposto a controllo è emerso che era destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Quando ha compreso l'intenzione dei carabinieri di procedere al controllo è andato in escandescenza, aggredendo e spintonando i militari nel tentativo di fuggire. I carabinieri lo hanno immediatamente bloccato e arrestato.
Nel secondo intervento, in viale Di Vittorio, i militari hanno fermato per un controllo un 24enne già noto alle forze dell'ordine. Fin dall'inizio il giovane ha mantenuto un atteggiamento aggressivo; durante la perquisizione è stata trovata nella sua disponibilità una dose di crack. Il sequestro dello stupefacente ha scatenato una reazione violenta: il giovane ha aggredito fisicamente i militari, che lo hanno immobilizzato e tratto in arresto. La sostanza è stata inviata al Laboratorio Analisi delle Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale per gli accertamenti qualitativi e quantitativi.
Procedimenti e stato degli indagati
Entrambi gli arresti sono stati eseguiti in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale; al secondo caso si aggiunge il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di consumo. Le misure restrittive sono state poi convalidate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo. I provvedimenti rimangono ora nelle mani dell'autorità giudiziaria, che valuterà gli ulteriori sviluppi processuali.
I carabinieri hanno documentato le fasi dei controlli e del sequestro, inserendole negli atti d'indagine; non sono stati forniti dall'Arma ulteriori dettagli su eventuali lesioni riportate dai militari o sugli sviluppi processuali successivi alla convalida.
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