Rapine in banca, la Sicilia in testa: Catania registra l'indice più alto
Fabi registra 1 rapina ogni 100 sportelli in Sicilia; Catania sale a 2,8. Urgono interventi multilivello per la sicurezza
La Sicilia è la regione con il più alto livello di rischio per le rapine in banca, secondo la denuncia della Fabi: il dato riportato è di 1 rapina ogni 100 sportelli, superiore alla media nazionale di 0,3. Tra le province, Catania risulta la più colpita, con un indice pari a 2,8 rapine ogni 100 sportelli, in aumento rispetto all'1,3 del 2023. I dati emergono dalla rilevazione citata dal dirigente Urzì, che definisce la situazione in Sicilia «preoccupante». Nello stesso report si segnala però che le rapine sono diminuite in tredici regioni, tra cui la Lombardia con una riduzione del 53%.
Numeri e distribuzione territoriale
Nei dettagli provinciali, la Fabi evidenzia che Catania ha registrato sei rapine nell'ultimo periodo, contro le tre dell'anno precedente. Palermo figura al settimo posto con due colpi. Altre province con indici elevati sono Caltanissetta (indice 1,7) e Palermo (indice 0,8). Il confronto con la media nazionale (0,3 rapine ogni 100 sportelli) mette in rilievo come alcune aree della Sicilia mostrino un rischio notevolmente superiore. I numeri citati vanno interpretati alla luce della distribuzione degli sportelli sul territorio e della loro esposizione.
Modalità operative delle rapine
Secondo Urzì, i malviventi hanno operato prevalentemente in coppia nel 44% dei casi e da soli nel 35%. Il volto è stato travisto nel 79% degli episodi, mentre le azioni si sono concluse in meno di dieci minuti nel 63% dei casi. L'accesso ai locali avviene soprattutto dall'ingresso principale (77%). Le rapine si concentrano nella giornata di venerdì (31%) e per fascia oraria hanno avuto una prevalenza tra le 9 e le 10 (21%). Per quanto riguarda le armi, i malviventi hanno fatto uso prevalentemente di armi da fuoco (43%) o di armi da taglio (36%).
Le caratteristiche rilevate delineano un fenomeno spesso rapido e visibile, con un profilo operativo che può facilitare interventi specifici su presidio, controllo accessi e vigilanza nei momenti di maggiore rischio.
Richieste di intervento e posizioni istituzionali
Urzì sollecita interventi mirati e multilivello, coinvolgendo banche, istituzioni e forze dell'ordine per invertire la tendenza. Secondo il dirigente, la sicurezza non va considerata un costo ma un investimento: proteggere il personale degli sportelli significa anche preservare la fiducia dei cittadini nel sistema bancario. La richiesta è chiara: la Sicilia merita attenzione, risorse e soluzioni concrete per contrastare un trend che in alcune province mostra incrementi significativi.
Restano aperte domande pratiche sulle misure da adottare: potenziamento della vigilanza, sistemi anti-rapina più sofisticati, formazione del personale e strategie di presidio orario. I dati della Fabi e le osservazioni di Urzì segnano un punto di allerta che chiede risposte coordinate tra soggetti pubblici e privati.
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