Truffa e corruzione alla scuola Falcone dello Zen: il gip rinvia a giudizio dieci persone
La Procura europea coordina l'inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dei fondi Ue; rigettato il patteggiamento per l'ex dirigente.
Il gip di Palermo, Walter Turturici, ha rinviato a giudizio dieci persone nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura europea (Eppo) su presunte irregolarità nella gestione dei fondi europei alla scuola Giovanni Falcone dello Zen. È stata inoltre respinta la richiesta di patteggiamento per l'ex dirigente Daniela Lo Verde e altri quattro indagati; l'Unione Europea figura come persona offesa.
L'inchiesta è partita nel 2023, quando era stata arrestata Daniela Lo Verde, allora dirigente della scuola, nota per il suo impegno antimafia. Nelle prime operazioni furono coinvolti anche il suo vice e una dipendente dell'azienda R-Store spa. L'attività investigativa ha posto al centro verifiche su presunte pratiche di truffa e corruzione connesse all'utilizzo dei finanziamenti Ue.
Gli imputati
Il gip ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti dei seguenti imputati, chiamati a comparire in dibattimento:
- Alessio Cacciato
- Antonino Cuccia
- Giuseppe De Luca
- Grazia Godino
- Rosalia Farina
- Dorotea Francavilla
- Gloria Lo Greco
- Domenico Montalto
- Rosalba Pizzolato
- Giovanna Trapani
L'elenco è stato reso noto nell'atto di chiusura della fase cautelare; resta confermato che la Procura europea ha qualificato l'Unione come parte lesa.
Il rinvio a giudizio segna il passaggio formale alla fase processuale: le accuse di truffa e corruzione saranno ora oggetto di dibattimento in aula. Al momento non è stata comunicata la data della prima udienza; toccherà alla Procura dimostrare le contestazioni in sede giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza per tutti gli imputati.
La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza e sul controllo dei fondi Ue nelle istituzioni scolastiche e nelle realtà locali. L'indagine della Eppo evidenzia l'attenzione dell'Unione al corretto impiego delle risorse comunitarie e alle possibili responsabilità amministrative e penali che possono emergere dalla loro gestione.
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