Truffa e corruzione alla scuola Falcone dello Zen: il gip rinvia a giudizio dieci persone

La Procura europea coordina l'inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dei fondi Ue; rigettato il patteggiamento per l'ex dirigente.

A cura di Redazione
02 marzo 2026 08:24
Truffa e corruzione alla scuola Falcone dello Zen: il gip rinvia a giudizio dieci persone -
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Il gip di Palermo, Walter Turturici, ha rinviato a giudizio dieci persone nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura europea (Eppo) su presunte irregolarità nella gestione dei fondi europei alla scuola Giovanni Falcone dello Zen. È stata inoltre respinta la richiesta di patteggiamento per l'ex dirigente Daniela Lo Verde e altri quattro indagati; l'Unione Europea figura come persona offesa.

L'inchiesta è partita nel 2023, quando era stata arrestata Daniela Lo Verde, allora dirigente della scuola, nota per il suo impegno antimafia. Nelle prime operazioni furono coinvolti anche il suo vice e una dipendente dell'azienda R-Store spa. L'attività investigativa ha posto al centro verifiche su presunte pratiche di truffa e corruzione connesse all'utilizzo dei finanziamenti Ue.

Gli imputati

Il gip ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti dei seguenti imputati, chiamati a comparire in dibattimento:

  • Alessio Cacciato
  • Antonino Cuccia
  • Giuseppe De Luca
  • Grazia Godino
  • Rosalia Farina
  • Dorotea Francavilla
  • Gloria Lo Greco
  • Domenico Montalto
  • Rosalba Pizzolato
  • Giovanna Trapani

L'elenco è stato reso noto nell'atto di chiusura della fase cautelare; resta confermato che la Procura europea ha qualificato l'Unione come parte lesa.

Il rinvio a giudizio segna il passaggio formale alla fase processuale: le accuse di truffa e corruzione saranno ora oggetto di dibattimento in aula. Al momento non è stata comunicata la data della prima udienza; toccherà alla Procura dimostrare le contestazioni in sede giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza per tutti gli imputati.

La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza e sul controllo dei fondi Ue nelle istituzioni scolastiche e nelle realtà locali. L'indagine della Eppo evidenzia l'attenzione dell'Unione al corretto impiego delle risorse comunitarie e alle possibili responsabilità amministrative e penali che possono emergere dalla loro gestione.

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