Cefalù, dirigenti medici dell'Istituto G. Giglio in sciopero: sit-in e rivendicazioni per tutta la giornata

Venerdì 24 aprile medici in astensione per 24 ore e sit-in all'ingresso dell'ospedale: salario, carriera e fondo produttività al centro della protesta.

22 aprile 2026 15:41
Cefalù, dirigenti medici dell'Istituto G. Giglio in sciopero: sit-in e rivendicazioni per tutta la giornata -
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Venerdì 24 aprile, dalle 9.30 alle 13, il piazzale d'ingresso dell'ospedale Istituto G. Giglio di Cefalù è stato teatro di un sit-in organizzato dalla dirigenza medica. In una mattinata di protesta i partecipanti hanno esposto cartelli e parlato con cittadini e utenti per spiegare le ragioni dell'astensione dal lavoro di 24 ore.

La decisione dello sciopero è stata assunta unitariamente in assemblea dai medici dei reparti, delle sale operatorie e di tutte le strutture ospedaliere: un'adesione che la categoria definisce collettiva e motivata. L'azione riguarda l'intera dirigenza medica dell'istituto e mira a coinvolgere la comunità locale perché, secondo i promotori, le rivendicazioni influiscono direttamente sulla qualità della cura offerta.

Richieste e tentativi di conciliazione

Le richieste formali avanzate dai medici sono tre punti cardine:

  • l'adeguamento integrale delle retribuzioni ai livelli del servizio sanitario nazionale;

  • l'introduzione di un sistema di riconoscimento dell'anzianità di servizio con scatti di carriera e progressioni professionali analoghi a quelli del settore pubblico;

  • l'incremento del fondo annuale della produttività destinato alla categoria medica, che risulta decaduto negli ultimi tre anni.

Nonostante reiterate richieste, la direzione strategica della Fondazione non ha adottato provvedimenti per riequilibrare le retribuzioni. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione si è svolto un tentativo di conciliazione in Prefettura il 31 marzo, conclusosi con esito negativo.

I medici sottolineano che, nelle attuali condizioni, la sostenibilità professionale e la capacità di garantire standard assistenziali adeguati rischiano di essere compromesse. Coinvolgendo la cittadinanza nel sit-in, la categoria intende rendere pubbliche le ricadute che le questioni contrattuali potrebbero avere sulla cura dei pazienti.

Resta da chiarire come e quando la Fondazione e la dirigenza strategica avvieranno un confronto risolutivo sulle richieste presentate. Dopo il fallimento della conciliazione del 31 marzo, la trattativa resta aperta e il futuro della vertenza dipenderà dalle prossime mosse delle parti coinvolte, con riflessi diretti sul funzionamento dell'ospedale e sulla comunità locale.

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