Falso passaporto per agevolare la fuga: sospeso un funzionario del Ministero, imprenditore palermitano irreperibile

La Squadra Mobile di Palermo ricostruisce il tentativo di procurare un passaporto apocrifo e i tentativi di depistaggio; un dipendente del Viminale è stato sospeso.

A cura di Redazione
24 aprile 2026 12:24
Falso passaporto per agevolare la fuga: sospeso un funzionario del Ministero, imprenditore palermitano irreperibile -
Condividi

La Polizia di Stato di Palermo, su delega della Procura della Repubblica, ha disposto la sospensione dal servizio per un anno e l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per un dipendente civile del Ministero dell'Interno (classe 1961). Il provvedimento, emesso dal Gip, è motivato dall'ipotesi che il funzionario abbia agevolato la fuga di un imprenditore palermitano cercando di procurargli un passaporto falso.

Dettagli delle indagini

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, si sono basate su numerose intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e su approfondimenti bancari. Dal quadro probatorio emerge che il dipendente, su incarico dell'imprenditore, si sarebbe rivolto a un falsario, corrispondendogli denaro per la confezione del documento apocrifo.

Secondo gli accertamenti, il falsario avrebbe ricevuto dal funzionario il documento di viaggio scaduto dell'imprenditore e alcune sue fotografie, utilizzate come specimen per la contraffazione. Il tentativo non è andato a buon fine per la riluttanza del contraffattore, che è stato individuato e ascoltato dalla Squadra Mobile circa un anno dopo: il falsario ha ammesso le proprie responsabilità.

Nel corso delle indagini è stato anche registrato un incontro fra il falsario e il funzionario grazie a dispositivi di captazione forniti agli inquirenti (un indumento dotato di microfoni e microcamere). In quella occasione il dipendente, apparso notevolmente preoccupato, avrebbe cercato di concordare con il falsario una versione utile a deviare il corso delle indagini.

Quando la strada del documento contraffatto è sfumata, sempre secondo gli accertamenti, il funzionario si sarebbe comunque attivato presso un diverso ufficio di polizia per ottenere il rilascio indebito di un titolo di viaggio. Quel titolo è stato successivamente revocato in via amministrativa.

Per quanto riguarda l'imprenditore palermitano — noto per trascorsi nei settori bancario e delle telecomunicazioni — il Gip ha ravvisato un quadro indiziario particolarmente grave e ha emesso una misura di custodia cautelare in carcere. Tale misura non è stata eseguita perché l'indagato risulta irreperibile.

Le misure cautelari e interdittive adottate mirano a impedire ulteriori interferenze sulle indagini e a garantire la regolarità dell'istruttoria penale. L'inchiesta resta aperta e gli accertamenti proseguiranno per chiarire ruoli e responsabilità e per individuare l'imprenditore attualmente irreperibile.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Palermo