Scarcerato a Brancaccio Luciano Scrima: il Gip ritiene insussistenti gli indizi per 416‑bis
Il titolare del locale San Domenico 7 lascia Pagliarelli: i dialoghi intercettati ritenuti «mere congetture investigative» dalla difesa.
Luciano Scrima, 37 anni, è stato scarcerato dopo essere stato trattenuto in seguito al maxiblitz antimafia che ha portato al fermo di 32 persone a Brancaccio. Il Gip del tribunale ha rigettato la richiesta di misura cautelare in carcere, ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza per il reato previsto dall'art. 416‑bis del codice penale. Scrima, titolare del locale San Domenico 7 food & lounge e figlio del presunto capomafia Matteo Scrima, ha lasciato il carcere di Pagliarelli intorno alla mezzanotte di ieri.
Motivazioni del Gip
L'avvocato difensore Giovanni Castronovo ha sostenuto che i dialoghi intercettati con il padre non dimostravano una partecipazione organica di Luciano alla famiglia mafiosa di Brancaccio. Secondo la difesa, le conversazioni captate dalle microspie erano «mere congetture investigative», «aventi ad oggetto tematiche di natura lavorativa», e pertanto insufficienti a fondare la misura cautelare. Il Gip ha condiviso questa valutazione, respingendo la richiesta dell'Ufficio di Procura contenuta nel decreto di fermo.
La decisione si basa sulla valutazione dell'elemento indiziario: il giudice ha ritenuto che, allo stato, non sussistano prove tali da configurare l'appartenenza di Scrima alla struttura criminale contestata, e quindi non ricorrano i presupposti per la custodia cautelare in carcere.
Contesto operativo: il provvedimento di fermo era stato emesso nell'ambito di un'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Tra gli indagati figurano diverse persone collegate a presunte attività criminose nel quartiere di Brancaccio; in quella stessa azione era stato arrestato anche il padre, Matteo Scrima.
Resta ora da chiarire l'evoluzione dell'inchiesta: la Procura potrà eventualmente chiedere ulteriori approfondimenti o formulare diverse contestazioni, mentre la posizione processuale di Luciano Scrima procede ora in libertà, fatta salva l'adozione di eventuali ulteriori provvedimenti giurisdizionali.
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