Sequestrato al porto di Palermo un container con circa 20.000 kg di rifiuti diretti in Nigeria

Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza e ARPA Sicilia bloccano l'esportazione di materiali pericolosi: parti di auto, rullo e autocarro sottoposti a sequestro.

A cura di Redazione
02 aprile 2026 09:13
Sequestrato al porto di Palermo un container con circa 20.000 kg di rifiuti diretti in Nigeria -
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La Guardia di Finanza e i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) hanno sequestrato al porto di Palermo un container contenente circa 20.000 kg di rifiuti speciali, pericolosi e non, destinati in Nigeria. L'operazione, emblema dei controlli alle merci in esportazione, ha interrotto una spedizione che secondo gli accertamenti poteva comportare rischi ambientali e per la salute.

Durante il dispositivo operativo di controllo alle merci in uscita, i funzionari ADM hanno sollevato dubbi sulla documentazione presentata a corredo della spedizione; i sospetti hanno portato a una verifica ispettiva congiunta con i militari del I Nucleo Operativo Metropolitano di Palermo e gli ispettori dell'ARPA Sicilia, che hanno confermato le irregolarità riscontrate.

Dettagli dell'operazione

All'esito dell'ispezione fisica sono stati sottoposti a sequestro parti di ricambio per autoveicoli non bonificate, un rullo compressore e un autocarro usato parzialmente demolito presenti nel carico. Complessivamente il materiale sequestrato ammonta a circa 20 tonnellate e, secondo le verifiche iniziali, sarebbe stato avviato verso pratiche di smaltimento non conformi.

L'intervento è il risultato della sinergia tra le istituzioni deputate al controllo delle merci: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Guardia di Finanza e ARPA. L'operazione rientra anche nelle attività previste dal protocollo di intesa siglato tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, finalizzato a rafforzare il contrasto ai traffici illeciti connessi alla circolazione delle merci in uscita dal territorio doganale dell'Unione Europea.

Secondo quanto reso noto dalle autorità, i rifiuti sequestrati sarebbero stati destinati a procedure di smaltimento non corrette e pertanto pericolose per l'ambiente e per la salute delle popolazioni nel paese di destinazione. Le verifiche tecniche e analitiche sul materiale proseguiranno per accertare composizione e livello di rischio.

L'attività è stata eseguita sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare. In attesa di un giudizio definitivo, resta ferma la presunzione di innocenza per gli eventuali responsabili individuati nell'ambito dell'accertamento investigativo.

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