Bagheria: dj star dei social patteggia dopo aver evaso 323.250 € e percepito 7.000 € di Naspi

La Guardia di Finanza scopre un dj che lavorava in nero tra 2021 e 2025; denunciato per truffa aggravata e chiuse le pendenze con un patteggiamento.

A cura di Redazione
18 maggio 2026 10:03
Bagheria: dj star dei social patteggia dopo aver evaso 323.250 € e percepito 7.000 € di Naspi -
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Un noto disc jockey attivo a Bagheria, nel Palermitano, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza per una consistente evasione fiscale e per l'indebita percezione dell'indennità di disoccupazione. Secondo gli accertamenti, tra il 2021 e il 2025 il professionista avrebbe incassato 323.250 euro non dichiarati, esercitando l'attività totalmente in nero e senza partita IVA; dal 2024 avrebbe inoltre ottenuto indebitamente circa 7.000 euro di NASpI.

Indagini e riscontri

Le verifiche sono state condotte dalla Compagnia di Bagheria, coordinata dal Comando Provinciale di Palermo. L'inchiesta è partita dall'analisi dell'intensa attività professionale dell'uomo, molto seguito sui social e regolarmente ingaggiato per serate in discoteca ed eventi privati. I finanzieri hanno ascoltato i clienti e passato al setaccio i profili online, rinvenendo un tariffario informale: compensi a partire da 200 euro per un dj-set fino a 800 euro per l'intrattenimento dei matrimoni.

Dai riscontri incrociati è emersa l'assenza di fatture e ricevute e la mancata apertura della partita IVA, elementi che hanno portato alla quantificazione degli incassi non dichiarati in 323.250 euro per il periodo indicato.

Frode della Naspi e quadro giudiziario

I controlli di polizia giudiziaria hanno inoltre rilevato che, figurando formalmente privo di redditi, il DJ aveva richiesto e ottenuto l'indennità di disoccupazione (NASpI), percependo indebitamente circa 7.000 euro dal 2024. Sulla base degli elementi raccolti è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per truffa aggravata.

L'indagato ha aderito senza riserve al verbale di constatazione e ha optato per il patteggiamento, chiudendo le pendenze penali relative all'indebita percezione dei fondi pubblici. I dettagli sulle eventuali sanzioni amministrative o sulle ulteriori azioni di recupero fiscale non sono stati resi noti dagli inquirenti al momento della comunicazione.

Il caso evidenzia l'attenzione della Guardia di Finanza verso le attività professionali svolte tramite canali informali e l'uso dei social come elemento investigativo per ricostruire redditi non dichiarati e indebite prestazioni pubbliche.

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