Lesmo, finto maresciallo originario di Palermo tenta truffa a due anziani: denunciato

Un 21enne ha simulato una chiamata dei carabinieri per farsi consegnare gioielli e contanti: scoperto grazie alla prudenza dei familiari e denunciato.

A cura di Redazione
14 maggio 2026 12:13
Lesmo, finto maresciallo originario di Palermo tenta truffa a due anziani: denunciato -
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Lesmo (MB), 9 maggio — Un giovane di 21 anni, originario di Palermo, è stato denunciato dopo aver tentato di truffare una coppia di anziani fingendosi maresciallo dei carabinieri di Monza. L'episodio è stato scoperto grazie alla reazione prudente dei familiari e all'intervento dei carabinieri di Arcore.

All'origine della vicenda c'è una telefonata sulla linea fissa: il sedicente «maresciallo dei carabinieri di Monza» ha informato i coniugi che la loro auto sarebbe stata coinvolta in una rapina a una gioielleria e che le targhe erano state clonate. Per rendere il raggiro più credibile, gli autori hanno utilizzato la tecnica dello spoofing, facendo comparire sul display della figlia il numero vero della caserma dei carabinieri di Monza.

Convinti della gravità dell'accaduto, i pensionati sono stati indotti — anche tramite la simulazione di una chiamata da parte di un legale — a raccogliere gioielli, oro e denaro contante in un sacchetto, con la promessa che un perito sarebbe passato a verificare la legittima provenienza degli oggetti, escludendo che fossero frutto di furto.

L'insospettimento dei familiari ha però fatto scattare i controlli: i parenti hanno contattato i carabinieri, che hanno accertato l'inganno. Il presunto perito si trovava già all'esterno dell'abitazione per ritirare il bottino e, colto dalla reazione dei proprietari, ha tentato la fuga a piedi.

I militari dell'Arma, grazie alla descrizione fornita, hanno immediatamente intercettato l'uomo nelle vicinanze. Il giovane ha cercato di mimetizzarsi togliendosi una felpa nera e nascondendola nello zaino, ma è stato fermato. Privo di documenti, è stato identificato tramite fotosegnalamento e denunciato alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Monza.

Questo episodio rientra in una serie di truffe telefoniche che sfruttano il fenomeno del numero contraffatto e mirano spesso alle persone più fragili, in particolare gli anziani. Le forze dell'ordine ricordano l'importanza di verificare direttamente i numeri ufficiali delle istituzioni, di non consegnare mai denaro o oggetti di valore su richiesta telefonica e di contattare immediatamente il 112 o la propria stazione di riferimento in caso di dubbi.

Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti del denunciato con altri episodi simili e per ricostruire con esattezza il meccanismo usato dagli autori della truffa per emulare i contatti istituzionali.

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