Multa per mancata revisione subito dopo l'acquisto: dispositivo comunale segnala errore in provincia di Palermo
Un professionista multato per revisione scaduta nonostante l'auto fosse immatricolata il giorno prima; il Comune parla di anomalia e annuncia l'archiviazione.
Un professionista palermitano è stato multato per "mancata revisione" pochi minuti dopo aver ritirato un'auto elettrica in concessionaria, in quello che appare un errore del sistema automatico di controllo targhe installato dal Comune di Castronovo di Sicilia. Il verbale, notificato via PEC, segnala un'accertamento lungo la SS 189 e il Comune ha annunciato che la contravvenzione sarà "archiviata in autotutela".
La tempistica è al centro della vicenda: la targa del veicolo risulta immatricolata e iscritta al PRA il 13 maggio, mentre la presunta infrazione è stata rilevata il 14 maggio alle 14:40 al chilometro 15+300 della SS 189 in direzione Palermo. Il verbale è stato ricevuto via PEC il 21 maggio e conteneva la contestazione per una revisione che, secondo l'accertamento, sarebbe scaduta nell'ottobre 2020 — una circostanza incompatibile con l'immatricolazione del giorno precedente.
Il dispositivo impiegato dal Comune di Castronovo di Sicilia non rileva la velocità ma effettua la lettura delle targhe per verificare la copertura assicurativa e la regolarità della revisione. Dalla polizia municipale viene riferito che si tratta probabilmente di una anomalia dovuta a un ritardo nell'allineamento dei dati tra il sistema automatico e le banche dati della Motorizzazione e del PRA, circostanza che spiegherebbe l'acquisizione di informazioni non aggiornate.
Nel verbale erano indicate le somme da corrispondere: 127,60 euro con riduzione del 30% entro 5 giorni (spese di notifica incluse), 179,50 euro se pagati entro 60 giorni, o 353,50 euro dopo il sessantunesimo giorno. Il destinatario non ha proceduto al pagamento: ha prima contattato il numero indicato sul verbale e poi ha inviato una PEC per contestare formalmente la sanzione. La moglie del professionista ha sottolineato il problema dell'accesso: «E ci chiediamo: se il multato fosse stato un soggetto che non ha la possibilità di muoversi con la PEC, come sarebbe finita?», evidenziando possibili difficoltà per cittadini meno digitalmente assistiti.
Dal comando della polizia municipale di Castronovo di Sicilia la ricostruzione ufficiale definisce l'episodio «una chiara **anomalìa»»: «Probabilmente si sarà verificato un ritardo nell'allineamento dei dati del sistema automatico collegato alla banca dati della Motorizzazione e del PRA. L'errore è palese e la multa sarà archiviata in autotutela». La dichiarazione lascia intendere un intervento amministrativo volto a cancellare il verbale senza ulteriori oneri per il cittadino coinvolto.
La vicenda solleva questioni pratiche e sistemiche: l'uso crescente di controlli automatici impone protocolli rigorosi di sincronizzazione dei dati, procedure di verifica e tutele per evitare che errori informatici si traducano in sanzioni ingiuste. Resta inoltre aperto il tema dell'accesso alla notificazione e dei tempi di reclamo per chi non dispone di strumenti digitali come la PEC, con possibili ricadute sul diritto alla difesa amministrativa.
Per il momento il caso sembra destinato a chiudersi con l'archiviazione del verbale in autotutela da parte del Comune; il conducente non ha effettuato alcun pagamento e ha avviato la contestazione formale. Le autorità comunali non hanno segnalato provvedimenti ulteriori oltre l'annuncio dell'archiviazione, mentre l'episodio resta sotto osservazione come esempio dei rischi connessi all'integrazione tra sistemi di rilevazione automatica e banche dati amministrative.
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