Palermo, 14 bambini stipati in una Fiat 500L: conducente multata e indagine della Procura per i Minori
Nel quartiere San Lorenzo una 500L fermata con 14 studenti a bordo; famiglie confermano il consenso. Scattano multa, denuncia e accertamenti giudiziari.
Una pattuglia in servizio nel quartiere San Lorenzo di Palermo ha fermato una Fiat 500L che procedeva lentamente e con il bagagliaio carico di zaini. All'apertura della portiera gli agenti hanno trovato quattordici bambini ammassati all'interno del veicolo, molti dei quali in età di scuola primaria, senza alcun sistema di sicurezza. Per la conducente, una donna di circa quarant'anni, sono scattati multa e denuncia, mentre la vicenda è stata trasmessa alla Procura per i Minori di Palermo.
La donna aveva dichiarato di trasportare i bambini per recarsi a scuola su richiesta e con il consenso delle famiglie. Durante i controlli successivi, le famiglie hanno confermato di aver affidato i figli a quella persona. A bordo, oltre ai passeggeri, sono stati trovati zaini e borse infilati in ogni spazio disponibile; tra i bambini figura anche un ragazzo leggermente più grande della media degli altri.
Il controllo e le responsabilità
Le accuse per la conducente comprendono il superamento del numero massimo di persone trasportabili e una denuncia aggravata dal fatto che i passeggeri fossero minorenenni, circostanza che il Codice della Strada, rinnovato nel dicembre 2024, considera particolarmente rilevante. La Procura per i Minori valuterà ora le responsabilità non solo della conducente ma anche di tutti gli adulti coinvolti, incluse le famiglie che hanno autorizzato il trasporto, come previsto dagli accertamenti in corso.
I fatti contestati non si limitano alla violazione normativa: al centro dell'inchiesta ci sono anche le conseguenze sulla sicurezza dei minori in caso di frenata, manovra brusca o incidente. L'auto era priva di cinture e seggiolini, dispositivi obbligatori che riducono il rischio di lesioni gravi.
Il caso palermitano non è episodico: il trasporto informale di bambini da parte di genitori o vicini — trasformando un'auto privata in un "pulmino improvvisato" — è una pratica diffusa in diverse città italiane. Le cause ricorrenti sono la scarsa offerta di trasporto scolastico, le difficoltà logistiche in aree poco servite e accordi tra famiglie che sottovalutano i rischi reali.
Il fatto resta al momento oggetto di accertamenti giudiziari. La vicenda solleva interrogativi sul controllo delle attività di trasporto privato di minori e sulla necessità di misure che garantiscano sicurezza e regolarità negli spostamenti dei bambini verso la scuola, mentre la Procura procede con le valutazioni sulle responsabilità penali e amministrative degli adulti coinvolti.
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