Schifani presenta i progetti per due termovalorizzatori a Palermo e Catania: lavori dal 2027, inaugurazione entro il 2028
Il presidente annuncia il via libera Ue e il cronoprogramma: affidamento lavori primavera 2027 e inaugurazione prevista entro il 2028.
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha annunciato la presentazione dei progetti definitivi per due termovalorizzatori destinati a Palermo e Catania, definendoli una «svolta storica» nella gestione dei rifiuti in Sicilia. Schifani ha indicato come obiettivo di affidare i lavori nella primavera del 2027 e di inaugurare i due impianti entro il 2028.
Schifani ha ricordato di aver chiesto al governo nazionale la nomina di commissari straordinari per la realizzazione degli impianti, sottolineando che la richiesta è stata avanzata in un periodo in cui la Sicilia non disponeva nemmeno del Piano rifiuti, lo strumento di base per le politiche del settore.
Secondo il presidente regionale, il progetto ha ricevuto il via libera della Commissione europea dopo un anno di lavoro assiduo. Le procedure sono state portate avanti con il supporto di Invitalia e sotto il controllo dell'ANAC, fattori che — nelle parole di Schifani — metterebbero le «carte in regola» per proseguire con il cronoprogramma.
Contesto e cronoprogramma
Nel dettaglio del cronoprogramma illustrato dal presidente, la Regione prevede di procedere all'affidamento dei lavori nella primavera del 2027 e punta all'inaugurazione entro il 2028. Schifani ha detto che per un anno la Regione ha lavorato alle procedure e agli iter autorizzativi necessari prima di presentare i progetti definitivi.
Nel comunicato non sono fornite specifiche tecniche o economiche: non risultano nel messaggio dettagli su finanziamento, capacità degli impianti, impatti ambientali o sulle localizzazioni precise oltre all'indicazione delle due città. Tali elementi risultano quindi ancora da chiarire pubblicamente.
I prossimi passi indicati dipendono dalla concreta nomina dei commissari da parte del governo nazionale e dall'avvio delle procedure di affidamento. La Regione pone l'accento sul rispetto delle autorizzazioni comunitarie e sul controllo degli enti preposti, ma resta da verificare l'evoluzione delle fasi attuative e la disponibilità della documentazione tecnica ed economica completa.
22.1°