Sequestrati 16 cani e due cardellini a Caccamo: due denunciati e sanzioni per oltre 7.000 euro
Carabinieri CITES scoprono cani in gabbie di 2 m² e uccelli protetti privi di documenti; animali sequestrati e cardellini rilasciati in natura.
CACCAMO (PA) — I Carabinieri del Nucleo CITES del Centro Anticrimine Natura di Palermo, coadiuvati dalla Stazione di Caccamo e dal personale medico‑veterinario dell’ASP, hanno sequestrato 16 cani e individuato due cardellini in un'abitazione del centro abitato di Caccamo. L'operazione ha portato alla denuncia di due persone e all’irrogazione di sanzioni amministrative per oltre 7.000 euro.
Nel corso dell'ispezione i militari hanno rilevato condizioni di detenzione estremamente precarie: molti animali erano rinchiusi in locali di circa 2 m², mentre due cani — tra cui una madre con i suoi cinque cuccioli — erano legati a una catena di poco più di un metro. Inoltre nessun animale risultava identificato tramite microchip, obbligo di legge per i cani sul territorio nazionale.
Gli accertamenti sanitari effettuati dall’ASP hanno confermato la detenzione in condizioni incompatibili con la natura degli animali, motivo per cui i 16 cani sono stati immediatamente sequestrati. Durante l'ispezione sono stati inoltre rinvenuti due esemplari vivi di cardellino (Carduelis carduelis), privi dell’anello identificativo e della documentazione di provenienza: due mancanze che configurano la detenzione di fauna selvatica protetta.
I cardellini, sottoposti a valutazione veterinaria, sono risultati in buone condizioni e idonei al volo; i militari ne hanno disposto il rilascio immediato in natura, senza trasferimento in strutture di recupero.
Al termine delle attività sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese un uomo di 69 anni e una donna di 66 anni, entrambi originari di Caccamo, per i reati di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e detenzione di avifauna selvatica. Allo stesso tempo sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 7.000 euro.
Quadro normativo e novità
L'operazione si inserisce in un contesto normativo stringente: l'obbligo di microchip per i cani è vigente su tutto il territorio nazionale, mentre a partire dal 1° luglio 2025 tenere un animale d’affezione legato con la catena costituisce di per sé un illecito amministrativo, punito con sanzioni da 500 a 5.000 euro, indipendentemente dalle condizioni generali di detenzione.
L’intervento del Nucleo CITES mette in evidenza come pratiche quali l'uso di catene e la detenzione in spazi angusti siano spesso normalizzate, emergendo solo se soggette a controlli. Rimane aperta la questione di quante situazioni analoghe possano ancora persistere nei cortili e nei garage della Sicilia rurale, lontano dai circuiti di controllo ufficiale.
I soggetti coinvolti sono, allo stato, da considerarsi presunti innocenti: la loro posizione sarà definitivamente accertata solo all’esito di un eventuale giudizio con sentenza passata in giudicato, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.
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