Stretto di Messina: l'Autorità dei Trasporti approva con riserve e solleva dubbi sulle tariffe
L'ART giudica il Piano adeguato ma chiede presidi rafforzati; il pedaggio medio passa da 27,43€ (2034) a 48,71€ (2063).
L'Autorità di regolazione dei trasporti ha espresso un parere sul Piano del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, giudicandolo complessivamente adeguato nella fase di avvio ma richiedendo l'introduzione e il rafforzamento di specifici presidi sia nel Piano economico-finanziario sia nella Convenzione. L'ART motiva la scelta con la necessità di garantire efficientamento, contenimento dei costi per l'utenza e una corretta allocazione dei rischi.
L'ente evidenzia inoltre che il Piano contiene previsioni tariffarie precise: una media per veicolo pari a 27,43 euro all'entrata in esercizio prevista per il 2034, con un incremento fino a 48,71 euro nel 2063 e una crescita media annua del 2%. Sull'argomento l'ART sottolinea l'esigenza che il sistema tariffario resti coerente con i principi di sostenibilità tariffaria e tutela dell'utenza.
L'amministratore delegato della società promotrice, Pietro Ciucci, ha definito il parere «un importante passo avanti» e ha indicato come prossime tappe la prevista delibera del Cipess, che la società auspica entro giugno, e il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici atteso a breve.
Il pronunciamento dell'ART arriva dopo sollecitazioni della Corte dei conti, che aveva richiesto pareri tecnici e amministrativi nel contesto del diniego opposto alla registrazione della delibera del Comitato interministeriale e dell'atto di Convenzione tra il ministero dei Trasporti e la società 'Stretto di Messina'. La vicenda ha quindi una dimensione amministrativa e giudiziaria che resta determinante per il prosieguo del progetto.
Dettagli tecnici e prossime tappe
L'Autorità richiama la specificità dell'oggetto della concessione e la sua unicità tecnica, economica e finanziaria, motivi per cui ritiene necessario introdurre garanzie aggiuntive nel Piano e nella Convenzione. Tra le richieste figurano maggiori clausole di tutela per l'utenza, meccanismi di revisione tariffaria e strumenti per l'effettiva traslazione del rischio tra parti.
Il calendario indicato dalla società prevede l'entrata in esercizio nel 2034; l'ART e gli altri organi di controllo verificheranno la sostenibilità dei flussi di traffico e la capacità del progetto di mantenere l'equilibrio economico-finanziario della concessione nel lungo periodo. Eventuali modifiche al Piano o integrazioni richieste dai pareri potrebbero avere impatti su tempistiche e costi.
Sullo sfondo rimangono questioni politiche e di bilancio: la delibera del Cipess e il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici saranno determinanti per la procedura di approvazione definitiva. In assenza di accoglimento integrale delle prescrizioni dell'ART, non sono esclusi ritardi o rinegoziazioni della Convenzione.
I prossimi passaggi da monitorare sono quindi il rilascio del parere del Consiglio superiore e la convocazione del Comitato interministeriale per la delibera attesa in giugno; saranno questi atti, insieme a eventuali adeguamenti tecnici e finanziari richiesti, a decidere se il progetto potrà procedere secondo il cronoprogramma annunciato.
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