A Niscemi recuperata la croce simbolo: operazione con robot e Nocs, restituita al sindaco
Il 15 febbraio 2026 vigili del fuoco e Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza hanno recuperato la croce in pietra caduta nella frana del 25 gennaio; operazioni ad alto rischio con robot e droni e monitoraggio GNSS lungo la SP11.
Nel pomeriggio del 15 febbraio 2026 vigili del fuoco e la Polizia di Stato hanno recuperato la croce in pietra diventata simbolo di speranza per i cittadini di Niscemi, precipitata a valle a causa dei continui movimenti della frana avvenuta il 25 gennaio. L'oggetto, pur ritrovato in più parti e parzialmente danneggiato, è stato messo in sicurezza e successivamente riconsegnato al sindaco Massimiliano Conti.
L'operazione si è svolta in un'area particolarmente impervia e a rischio: per ridurre l'esposizione del personale al pericolo è stato impiegato un robot in dotazione alla polizia, che ha consentito di raggiungere e mettere in sicurezza la croce senza far intervenire direttamente gli operatori. Il recupero è stato eseguito sotto il coordinamento del Dipartimento nazionale della Protezione Civile su impulso del capo Fabio Ciciliano, come riportato dalle autorità locali.
Durante lo stesso intervento il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (Nocs) ha effettuato il primo recupero di effetti personali da un'abitazione nella cosiddetta zona "0-30 metri" usando un drone terrestre in dotazione al Nucleo. Tra gli oggetti recuperati figurano foto e libri: il proprietario ha indicato al personale gli effetti da prelevare, permettendo un recupero mirato.
Il sindaco Massimiliano Conti ha ringraziato le squadre coinvolte e, citando gli sforzi congiunti, ha dichiarato: "Il recupero è stato voluto dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, che ringraziamo... Andiamo avanti, forza, non molliamo". Le operazioni sono state condotte con tecnologie e procedure pensate per interventi ad alto rischio, tipici delle competenze del Nocs, che opera alle dipendenze della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
Monitoraggio e misure di sicurezza
A seguito della frana, la prefettura di Caltanissetta ha coordinato un tavolo operativo con l'amministrazione comunale, Anas, il Libero Consorzio di Caltanissetta, il quarto reggimento genio guastatori e il commissario straordinario per l'emergenza. Durante la riunione è stato avviato un sistema di monitoraggio costante lungo tutto il tratto a rischio della SP11, l'unica arteria ancora percorribile ma gravata dal pericolo di ulteriori movimenti franosi.
È stata installata una centralina GNSS a cura dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per l'acquisizione di dati satellitari; il sistema sarà implementato con ulteriori sensori GPS per sorvegliare spostamenti e vibrazioni del versante e permettere allerta rapida.
Sgomberi, vincoli e limitazioni viarie
A valle della strada provinciale 11, sabato 14 febbraio 2026 sono stati disposti sgomberi preventivi: tre famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni dopo il sopralluogo dei magistrati e dei consulenti della Procura di Gela. Sono state chiuse anche un negozio di marmi e un'attività agricola; un deposito abbandonato è stato dichiarato off-limits per il rischio collasso.
Le chiusure e gli sgomberi rispondono alla necessità di tutelare la sicurezza pubblica mentre proseguono le verifiche tecniche e la raccolta dei dati di monitoraggio. Le autorità locali hanno indicato la priorità di assicurare percorsi alternativi e assistenza alle famiglie evacuate.
Le operazioni di recupero della croce e degli effetti personali fotografano l'uso crescente di strumentazioni robotiche e droni nelle attività di protezione civile e polizia, strumenti ritenuti essenziali per lavorare in scenari estremi senza aumentare il rischio per gli operatori. Le autorità mantengono alta l'attenzione sulla stabilità del versante e sulla sicurezza della SP11 in attesa dei risultati delle rilevazioni geofisiche.
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