Il museo archeologico palermitano tra tesori fenici e greci di Sicilia
Museo Salinas a Palermo, nato nel 1814: metope di Selinunte, Pietra di Palermo egizia, gioielli punici e reperti da Mozia. Antico museo siciliano
Da collezione universitaria a tempio archeologico
Nascosto nell'ex convento degli Oratoriani di Olivella, tra via Roma e il Politeama, il Museo Salinas parte nel 1814 come raccolta universitaria con donazioni nobiliari: Ventimiglia di Belmonte lascia statue greche e vasi campani. Antonino Salinas, direttore dal 1873 al 1914, lo trasforma in colosso: scavi a Selinunte portano metope arcaiche con Eracle e Anfitrione, Mozia regala il Giovinetto di Kabon, Tindari croci d'oro bizantine. Dopo il terremoto di Messina 1908, Salinas salva statue da macerie, riempiendo sale di bronzi fenici e monete puniche.wikipedia
Riapre nel 2017 dopo restauri: cortili rinascimentali con colonne di marmo grigio, sale che raccontano fenici, greci, romani in Sicilia occidentale. La Pietra di Palermo, stele egizia del V dinastia con annali faraonici, ruba la scena; accanto, elmi cretesi e crateri attici.turismo.comune
Metope selinunte e vite di popoli antichi
Le quattro metope arcaiche di Selinunte, scolpite intorno al 560 a.C., raffigurano miti: Europa rapita dal toro, Perseo e Medusa in un tripudio di colori restaurati. Sale puniche espongono terrecotte da Himera, amuleti cartaginesi; greche, statue da Tindari e stipiti di Agrigento. Egizi e etruschi dialogano con bizantini: croci smaltate, sigilli arabi riutilizzati. Palermitani ci vanno per scuole o domeniche gratuite, perdendosi in labirinti di vetrine.tripadvisor
È più di un museo: è il dna archeologico della Sicilia, da preistoria a Medioevo, con Decreti di Entella esposti per la prima volta interi.balarm
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