La chiesa barocca palermitana che ha inghiottito intere generazioni di gesuiti e ancora sussurra i loro segreti

Chiesa del Gesù o Casa Professa a Palermo: gesuiti dal 1549, marmi mischi barocchi, stucchi Serpotta e bombe 1943 che la ridussero in macerie. Rinata unica.

09 febbraio 2026 12:00
La chiesa barocca palermitana che ha inghiottito intere generazioni di gesuiti e ancora sussurra i loro segreti - Foto: Julian Lupyan/Wikipedia
Foto: Julian Lupyan/Wikipedia
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Gesuiti che conquistano Ballarò con marmo

Entra da piazza Casa Professa, tra Ballarò fumoso e vicoli stretti, e la chiesa del Gesù ti avvolge come un pugno barocco: gesuiti sbarcano a Palermo nel 1549, protetti dal viceré Juan de Vega, si insediano prima ai Lattarini, poi qui dal 1564 su convento basiliano di Madonna della Grotta. Natta come Casa Professa per novizi, diventa tempio contro Riforma: Andrea Pozzo dipinge affreschi trompe-l'œil sulle volte, ma è il marmo mischi del 1633 a stupire – pilastri di giallo di Sicilia, lapislazzuli blu, agate rosse, alabastri bianchi che simulano drappi e prospettive infinite. Immagina novizi che pregano sotto cupola doppia, mentre viceré spagnoli sfilano con dame incipriate.turismo.comune

Nel 1767 Carlo III espelle gesuiti, la chiesa passa al Senato; torna ai salesiani nel 1909, sopravvive a incendi e oblio. Bombe alleate del 1943 la sventrano – volta crolla, marmi volano – ma dal 1957 rinasce più splendente, con navata unica 72 metri, transetto largo 43, abside che ingoia luce.casaprofessa

Stucchi serpottiani e oratori che sussurrano

Ai lati, cappelle serpottiane esplodono in bianco: putti paffuti, virtù allegoriche, misteri rosari in teatrini sospesi – Serpotta lavora dal 1680, firma con lucertole dialettali "sirpuzza". Oratorio del Sabato custodisce stucchi salvati dalle Stimmate per il Massimo; pala di Vincenzo degli Azani con Sant'Ignazio che calpesta l'eresia. Facciata neoclassica del 1729, portale con Loyola e Saverio; interno lapideo unico al mondo, colonne che sembrano stoffa viva. Matrimoni moderni sotto marmi, vespri che echeggiano tra Ballarò e Kalsa.tripadvisor

Palermitani la vivono: nonne con rosari, turisti ipnotizzati da prospettive, frati che aprono tesori per giornate FAI. È Palermo barocca pura, gesuiti che vinsero con bellezza.palermoviva

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