Modifica del quesito referendario sulla giustizia: il Comune di Palermo e l'approvazione del Consiglio dei Ministri

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A cura di Redazione Redazione
09 febbraio 2026 13:56
Modifica del quesito referendario sulla giustizia: il Comune di Palermo e l'approvazione del Consiglio dei Ministri -
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Modifica del Quesito Referendario sulla Giustizia: Votazione Fissata per il 22 e 23 Marzo 2026

Il Consiglio dei Ministri ha approvato una modifica significativa al quesito referendario riguardante la riforma della giustizia, in un incontro tenutosi il 7 febbraio 2026. L’Ufficio Centrale per il Referendum ha accolto la richiesta di 500.000 elettori per riformulare il quesito, con l’obiettivo di assicurare maggiore chiarezza e sostenere così l’iniziativa popolare.

La riforma proposta prevede tre aspetti fondamentali: la separazione delle carriere dei magistrati, l’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, e la creazione di un’Alta Corte disciplinare. Queste misure hanno suscitato un ampio dibattito tra le forze politiche e all’interno della società civile, punto focale della riconsiderazione della giustizia in Italia.

Nonostante i cambiamenti apportati al testo del quesito, la procedura di voto rimane confermata. Il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto che stabilisce le date per le votazioni, fissate per il 22 e 23 marzo 2026. Una decisione che sottolinea l’urgenza e l’importanza di discutere questioni fondamentali per il sistema giuridico del Paese.

Il quesito, riformulato dall’Ufficio centrale per il referendum della Corte suprema di cassazione il 6 febbraio 2026, recita: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».

In un momento in cui la riforma della giustizia è al centro del dibattito nazionale, ci si interroga sull’esito di questo referendum, che potrebbe segnare un cambiamento significativo nella struttura e nel funzionamento della magistratura italiana. La speranza è che, attraverso questa consultazione, i cittadini possano esprimere il loro parere in merito a questioni così rilevanti, contribuendo a plasmare il futuro del sistema giudiziario in Italia.

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