Palermo: imprenditore della filiera ortofrutticola agli arresti domiciliari per presunto sfruttamento

Indagine della Guardia di Finanza: stipendi decurtati, ferie negate e restituzioni coatte coinvolgerebbero circa venti lavoratori.

19 febbraio 2026 12:29
Palermo: imprenditore della filiera ortofrutticola agli arresti domiciliari per presunto sfruttamento -
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Palermo, 19 febbraio 2026 — La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo ha eseguito un'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore locale operante nella filiera della lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli, nell'ambito di un'indagine su un presunto sistema di sfruttamento dei lavoratori.

L'ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica, contesta all'indagato il reato di sfruttamento del lavoro con l'aggravante dell'approfittamento dello stato di bisogno dei dipendenti e ipotesi di estorsione. L'attività investigativa è stata coordinata dal secondo Dipartimento «Tutela vittime vulnerabili» della Procura palermitana.

Le presunte pratiche aziendali

Secondo le Fiamme Gialle, l'indagine ha ricostruito un quadro sistematico di irregolarità nella gestione del rapporto di lavoro, che avrebbe riguardato circa venti lavoratori impiegati per approvvigionare la grande distribuzione della provincia. Tra le violazioni contestate figurano la mancata concessione di ferie e di riposi settimanali, oltre a consistenti irregolarità retributive.

Gli stipendi corrisposti sarebbero risultati spesso difformi rispetto ai contratti collettivi nazionali di categoria, in alcuni casi inferiori fino al 50% delle somme dovute. Un elemento particolarmente grave riguarda la presunta imposizione ai dipendenti di restituire in contanti parte della retribuzione già percepita, mediante prelievi effettuati personalmente, meccanismo che gli investigatori ritengono configurare una forma di estorsione.

L'impianto accusatorio descrive un modello organizzativo nel quale l'imprenditore avrebbe tratto vantaggio dalla condizione di vulnerabilità economica e sociale dei lavoratori, costretti ad accettare condizioni contrattuali inique per il sostentamento delle famiglie, in un contesto di precarietà occupazionale.

L'azione della Guardia di Finanza, svolta dalla Compagnia di Partinico, si inserisce in un più ampio filone investigativo dedicato al contrasto dello sfruttamento lavorativo e delle distorsioni della concorrenza: secondo gli investigatori, reprimere tali condotte tutela sia i diritti dei lavoratori sia le imprese che operano nel rispetto delle regole.

Al momento risultano due persone denunciate: il datore di lavoro, nella sua veste di rappresentante legale della società coinvolta, e un suo stretto collaboratore. Allo stesso tempo resta ferma la presunzione di innocenza: la responsabilità penale degli indagati sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna, come previsto dall'ordinamento.

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