Palermo‑Canicattì: la DDA chiede il rinvio a giudizio per 31 indagati per traffico di droga
La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto il processo per 31 persone: ingenti partite di hashish e cocaina, due indagati di Canicattì e prima udienza fissata il 20 marzo davanti al gup.
La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per 31 persone coinvolte, a vario titolo, in un'inchiesta su due gruppi criminali ritenuti responsabili dello smercio di stupefacenti nella parte occidentale della Sicilia. La prima udienza preliminare è fissata per il 20 marzo davanti al gup Cristina Lo Bue.
L'operazione nasce da un blitz della Squadra Mobile eseguito nove mesi fa, che portò all'arresto di ventidue indagati. Secondo gli inquirenti, ingenti quantitativi di droga viaggiavano sul corridoio Palermo–Canicattì, con hashish e cocaina diretti a rifornire le piazze di spaccio della provincia di Agrigento.
Le indagini fanno leva su acquisizioni investigative precedenti: nel luglio 2020 l'arresto di un corriere aveva permesso il sequestro di 3 chili di hashish e l'estrazione del contenuto del suo cellulare. Da quel dispositivo, secondo gli investigatori, si sarebbe ricostruita una rete di contatti, numeri e messaggi che ha aperto nuovi sviluppi dell'inchiesta.
Al centro dell'ipotesi accusatoria figura Giuseppe Bronte, ritenuto dagli investigatori il presunto capo dell'organizzazione e indicato come fornitore di parte della droga. Per gli inquirenti Bronte sarebbe un elemento di spicco, anche alla luce del suo coinvolgimento, sempre secondo l'accusa, in altre operazioni denominate Lampedusa e Tiro Mancino.
Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio ci sono due soggetti di Canicattì: Calogero Sacheli, 50 anni (difeso dall'avvocato Giuseppe Barba), e Carmelo Marchese Ragona, 37 anni (difeso dall'avvocato Calogero Meli). Sacheli è accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e di plurimi episodi di detenzione di droga; Marchese Ragona, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe coadiuvato Sacheli nell'acquisto di alcune partite di stupefacente.
Gli investigatori ricostruiscono poi un periodo di attività concentrato tra febbraio e aprile 2021, con almeno sette trattative — fra promesse e consegne effettive — che avrebbero portato all'acquisto di oltre 25 chili di hashish e 3 chili di cocaina. Sempre secondo l'accusa, tra l'8 febbraio e il 9 marzo 2021 sarebbero avvenuti tre episodi in concorso riconducibili a quasi 15 chili di hashish, in cui Marchese Ragona sarebbe stato coinvolto nel supporto agli acquisti.
Imputati
Di seguito i nominativi citati nelle informative giudiziarie rese note dalla procura; l'elenco è riportato secondo il documento degli inquirenti e non implica la verità delle accuse:
- Giuseppe Bronte, 31, Palermo
- Alessandro Scelta, 30, Palermo
- Vittorio Di Maio, 35, Palermo
- Giuseppe Viviano, 31, Palermo
- Emanuele Del Noce, 36, Palermo
- Paolo Rizzo, 62, Palermo
- Calogerino Sacheli, 50, Canicattì
- Carmelo Marchese Ragona, 37, Canicattì
- Kristian Di Paola, 30, Palermo
- Giuseppe Di Paola, 57, Palermo
- Luca Foti, 50, Siracusa
- Aniello Garofalo, 56, Palermo
- Vincenzo Sunseri, 25, Palermo
- Mario Misseri, 24, Palermo
- Mario Fardella, 55, Trabia
- Alessandro Mantia, 36, Termini Imerese
- Aniello Schiattarella, 62, Marano di Napoli
- Vincenzo Arcoleo, 74, Palermo
- Emanuele Arcoleo, 58, Palermo
- Luigi Arcoleo, 42, Palermo
- Rita Camarda, 38, Palermo
La richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla DDA apre la fase dibattimentale: il giudice per l'udienza preliminare valuterà entro la data fissata se rinviare a giudizio gli indagati sulla base degli elementi raccolti, sempre secondo l'accusa. Le difese hanno già nominato i loro legali e nelle prossime udienze potranno esporre le prime controdeduzioni.
Per ora le misure restrittive e le contestazioni restano parte dell'iter processuale; spetterà al giudice e, eventualmente, al dibattimento accertare la fondatezza delle accuse e la responsabilità penale degli imputati.
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