Sferracavallo, la frazione dei pescatori tra capo gallo e il mar tirreno

Sferracavallo, frazione marinara di Palermo tra Capo Gallo e Monte Billiemi: tonnara, grotte, reef corallino e ristoranti di pesce a due passi dalla città.

02 febbraio 2026 12:00
Sferracavallo, la frazione dei pescatori tra capo gallo e il mar tirreno - Foto: Jorge Franganillo/Wikipedia
Foto: Jorge Franganillo/Wikipedia
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Un villaggio di pescatori nato ai piedi delle rocce

Sferracavallo oggi è una frazione della VII circoscrizione di Palermo, ma nasce come villaggio di pescatori affacciato su un piccolo porto naturale, stretto tra il promontorio di Capo Gallo e il massiccio di Monte Billiemi. La sua posizione, all’estremità nord-occidentale della costa palermitana verso Isola delle Femmine, l’ha resa per secoli un avamposto sul Tirreno: qui si tiravano in secco i barconi delle tonnare, si riparavano reti e si caricava il pescato diretto ai mercati cittadini. La documentazione storica parla già nel XV secolo di un nucleo abitato e di una tonnara, voluta dalla famiglia Calandria nella parte nord del porticciolo: i resti di quel complesso, inglobati nella successiva villa Arezzo di Trifiletti, sono ancora leggibili nella trama edilizia della borgata.sicilytourist

Il toponimo “Sferracavallo” non è casuale: racconta la fatica di questi luoghi. La strada che collegava il borgo a Palermo, ripida e sassosa, era così accidentata da “sferrare i cavalli”, cioè far saltare i ferri degli zoccoli degli animali che trainavano i barconi su rulli verso i magazzini a terra. Per secoli, proprio questa asperità ha contribuito a isolarla, mantenendo un’identità forte e distinta rispetto al centro urbano, fatta di mare, pesca e vita di comunità raccolta attorno alla piccola piazza sul porto.siciliafan+2

Tonnara, torri costiere e reef corallino

La storia di Sferracavallo è legata alla difesa costiera e alla pesca del tonno. Nei pressi della borgata sorgevano due torri di guardia, una del XV e una del XVI secolo, parte del sistema delle torri costiere siciliane: servivano ad avvistare i corsari barbareschi che nel 1417 assalirono il villaggio, spingendo gli abitanti a fortificare la zona. Oggi le torri originarie non esistono più, ma le loro tracce rimangono nelle mappe storiche e nel racconto delle famiglie locali, che tramandano l’eco di quelle incursioni come monito e memoria.turismo.comune

Il litorale di Sferracavallo è diviso in due tratti distinti: a sud la spiaggia di Barcarello, con un raro reef corallino nato dall’accumulo di organismi marini, paradiso per chi fa snorkeling; a nord la Baia del Corallo, una successione di scogliere e scivoli naturali da cui i ragazzi si tuffano in estate. L’intera area marina rientra dall’inizio degli anni Duemila nell’Area Marina Protetta “Capo Gallo – Isola delle Femmine”, che tutela fondali, praterie di posidonia, grotte sottomarine e una fauna ricca, dal polpo alle cernie. Alle spalle, la roccia calcarea è incisa da grotte come la Grotta Conza, riserva naturale integrale dal 1995, dove vegetazione mediterranea sempreverde e concrezioni raccontano il lungo lavoro del carsismo e delle oscillazioni del livello del mare nel Quaternario.sicilytourist

Ristoranti di pesce, passeggiate e identità di borgata

Oggi Sferracavallo vive una doppia anima: quella tradizionale, fatta di pescatori che all’alba rientrano nel porticciolo con cassette di triglie, alici e calamari, e quella turistica, con ristoranti e trattorie sul lungomare che servono antipasti di mare, spaghetti ai ricci e fritture miste sotto gazebo affacciati sull’acqua. In estate la borgata diventa il “salotto del pesce” dei palermitani, che la scelgono per le cene all’aperto e per i bagni a Barcarello al tramonto, quando il sole cala dietro le rocce di Capo Gallo. Nonostante lo sviluppo edilizio del Novecento, la struttura urbana rimane quella di un piccolo paese: case basse, viuzze che scendono al mare, piazzette dove i bambini giocano a pallone mentre i vecchi discutono di pesca e politica.saracenhotelpalermo

Sferracavallo è anche porta d’accesso alla natura: dal lungomare parte il sentiero che costeggia la riserva orientata di Capo Gallo, con piattaforme rocciose che d’inverno si svuotano e regalano un paesaggio brullo, quasi lunare. A pochi chilometri dal centro di Palermo, questa frazione conserva ancora un’identità forte, fatta di odore di salsedine, cassette di polpo sui marciapiedi e un dialetto marcato che racconta secoli di vita di mare.siciliafan

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