Caro carburante: Galvagno convoca gli armatori, nuovo vertice il 12 maggio a Palermo
Dopo l'incontro a Catania, Galvagno e l'assessore Dagnino fissano un tavolo per valutare misure a sostegno degli armatori colpiti dall'aumento del carburante.
Il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno ha incontrato una delegazione di armatori della provincia etnea per affrontare l'emergente problema del costo del carburante, cresciuto in modo significativo negli ultimi mesi. A conclusione del confronto, è stata concordata una nuova riunione il 12 maggio a Palermo con l'obiettivo di individuare interventi di supporto al settore.
Dettagli e contesto
L'incontro si è tenuto ieri mattina nella sede dell'Ars a Catania: da una parte la delegazione degli armatori della provincia etnea, dall'altra il presidente Gaetano Galvagno. I rappresentanti del comparto hanno portato le loro istanze, con particolare attenzione all'impatto che l'aumento dei prezzi del carburante sta avendo sui costi di esercizio e sulla competitività delle imprese.
Nel corso del dialogo, Galvagno ha attivato un canale di interlocuzione con l'assessore regionale all'Economia, Alessandro Dagnino. Il contatto con l'assessorato, indicano fonti presenti, è avvenuto grazie al pronto intervento del governo Schifani, che ha spinto per una verifica rapida delle possibili misure.
L'appuntamento del 12 maggio a Palermo è stato fissato con l'intento di definire, ciascuno per le proprie competenze, interventi a sostegno di un comparto considerato fondamentale per l'economia dell'isola. Non sono stati ancora resi noti i dettagli tecnici delle misure che saranno discusse: il tavolo servirà a mettere a confronto amministrazione regionale e rappresentanti degli armatori per identificare soluzioni praticabili.
L'iniziativa segue l'escalation dei costi energetici che interessa diversi settori produttivi: per gli armatori, spiegano gli interessati, l'aumento del carburante incide direttamente su tariffe, collegamenti e servizi essenziali per l'isola. Il tavolo del 12 maggio dovrà valutare il grado di urgenza delle misure e la ripartizione di competenze tra enti regionali e altri soggetti coinvolti.
Resta ora da osservare gli esiti del confronto a Palermo e le eventuali misure concrete che la Regione sarà in grado di proporre o sostenere insieme agli armatori. Per il territorio della provincia etnea e per il settore marittimo regionale, le decisioni potrebbero avere ricadute immediate su costi, servizi e continuità delle attività.
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