Case popolari: Comune revoca alloggio per morosità e possesso di altro immobile
Avviato l'iter per rilascio coattivo e recupero di 12.000€ dopo controlli sulle assegnazioni; l'assessore Ferrandelli parla di "caso emblematico".
Il Comune ha avviato l'iter amministrativo per la revoca e il rilascio di un alloggio popolare: l'assegnatario risulta moroso per circa 12.000 euro di indennità di occupazione dal 2021 a oggi e, secondo gli accertamenti, è anche proprietario di un altro immobile idoneo all'uso abitativo, requisito che esclude la titolarità del diritto a un alloggio sociale.
L'assessore Fabrizio Ferrandelli definisce la vicenda un "caso emblematico" emerso durante le attività di controllo volte a verificare la regolarità delle assegnazioni degli alloggi popolari. Per il Comune, l'assenza di titolo e la morosità giustificano il recupero coattivo delle somme dovute e il rilascio dell'immobile, anche «con l'ausilio dell'autorità competente».
Dettagli dell'iter e dei controlli
Secondo quanto comunicato dall'assessorato, l'iter prevede il rilascio coattivo dell'alloggio e l'attivazione delle procedure per il recupero forzoso del credito, comprensive degli interessi maturati sulle somme non versate. L'immobile in questione era stato concesso in sanatoria negli anni '90.
I controlli avviati dall'ufficio hanno l'obiettivo di accertare sia la legittimità delle assegnazioni sia la permanenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente, con particolare riguardo alla capacità economica dei nuclei familiari e all'eventuale possesso di altri immobili idonei che possano soddisfare il bisogno abitativo.
Nel corso delle verifiche, spiega Ferrandelli, sono stati individuati diversi casi di occupazioni abusive da parte di nuclei familiari privi di titolo e con redditi incompatibili con i requisiti richiesti. I risultati, secondo l'assessorato, permetteranno di destinare gli alloggi popolari «solo a chi ne ha effettivamente diritto».
Tra le situazioni citate dall'assessore figura la vicenda di Davide e Marianna, noti per la loro attività sui social, ai quali era stato revocato un alloggio popolare. L'immobile in quel caso era stato oggetto di lavori abusivi e successivamente sequestrato dalle autorità competenti. Ferrandelli ha richiamato anche altri casi di cittadini risultati proprietari di altri immobili utili al sostentamento familiare.
L'assessore ha ribadito che i controlli proseguiranno «con determinazione», sottolineando la centralità della legalità e della pari garanzia nell'accesso alle abitazioni popolari. Ha inoltre rivolto un invito agli assegnatari a verificare la propria posizione e a regolarizzare eventuali situazioni non conformi per evitare conseguenze amministrative e legali.
La vicenda riporta all'attenzione pubblica il tema della gestione e della trasparenza nelle assegnazioni degli alloggi sociali: l'amministrazione intende proseguire con i monitoraggi e le azioni di recupero laddove emergano irregolarità o abusi, secondo le procedure amministrative e legali previste.
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