"Com'è profondo il mare: un monologo che esplora la solitudine a Palermo"

Scopri Com'è profondo il mare, un intenso monologo di Davide Cirri e Sergio Beercock. Ti aspettiamo l'11 e 12 aprile! 🌊🎭

A cura di Redazione Redazione
07 aprile 2026 10:00
"Com'è profondo il mare: un monologo che esplora la solitudine a Palermo" -
Condividi

SPAZIO FRANCO: Scena Nostra continua l'11 e il 12 aprile con SERGIO BEERCOCK e DAVIDE CIRRI con
SPAZIO FRANCO: Scena Nostra continua l'11 e il 12 aprile con SERGIO BEERCOCK e DAVIDE CIRRI con

Scena Nostra continua con Com’è profondo il mare: un atto di ascolto e riflessione

Dopo il trionfo del primo appuntamento con Saverio La Ruina, Scena Nostra torna allo Spazio Franco con un nuovo spettacolo che promette di toccare le corde più profonde del pubblico. L’11 e il 12 aprile, Davide Cirri e Sergio Beercock porteranno in scena “Com’è profondo il mare”, un intenso monologo che esplora le fragilità umane in un contesto di crescente gentrificazione.

Il progetto, prodotto da BABEL e supportato da associazioni locali come INCONTROTEATRO e BALLARO’ BUSKERS, si avvale delle musiche originali di Beercock, eseguite dal vivo durante le rappresentazioni. Questo spettacolo ispirato a eventi reali si sviluppa in un’ambientazione palermitana sempre più indifferente verso gli emarginati, invitando il pubblico a riflettere sulle storie che rimangono spesso invisibili.

La genesi di un’opera profonda

“Com’è profondo il mare” è nato quasi per caso, durante le prove di un’altra produzione. La scintilla creativa è scaturita da un incontro avvenuto nel quartiere di Ballarò, dove la storia di un individuo in lotta contro l’emarginazione ha catturato l’attenzione degli artisti. “Devi scrivere questa storia” è stata la frase che ha dato origine a un’opera capace di esplorare la solitudine e il bisogno di connessione. Cirri e Beercock, attraverso il loro lavoro, intendono sottolineare che ogni persona merita di essere ascoltata.

In scena, il pubblico sarà avvolto dalle musiche evocative, che richiamano i canti mariani siciliani e le memorie dell’infanzia, creando una atmosfera intima in cui l’attore, in collegamento diretto con gli spettatori, narrerà una storia di vita e isolamento.

La trama di un uomo solo nel dedalo di Ballarò

“Com’è profondo il mare” si apre su un uomo il giorno di un funerale nel quartiere di Ballarò, dove, cercando di sfuggire ai rintocchi delle campane, si imbatte nel misterioso signor Piero. Con la sua narrazione, Piero incarna le storie di chi vive nell’ombra, raccontando le proprie disgrazie con un’ironia pungente e mettendo in luce la mancanza di connessione nella vita quotidiana.

Il personaggio di Piero diventa un simbolo di una città che sta cambiando troppo in fretta, e la sua semplice richiesta di un “buongiorno-buonasera” rappresenta l’urgenza di essere visti e ascoltati in un ambiente che tende a ignorarli.

Due artisti dietro il palcoscenico

Davide Cirri, giovane talento palermitano, e Sergio Beercock, un artista anglo-siciliano, si uniscono in questa creazione teatrale che promette di unire l’arte alla riflessione sociale. Cirri, attivo nel panorama teatrale italiano, ha già dimostrato il suo valore sia come attore che come regista, mentre Beercock porta una ricca esperienza musicale e performativa che arricchisce l’opera.

Il loro obiettivo uniscono è chiaro: dare voce all’ignoto, alle storie che si perdono nelle pieghe della società, e spingere il pubblico a riflettere sull’importanza delle relazioni umane.

In conclusione, “Com’è profondo il mare” rappresenta non solo uno spettacolo teatrale, ma una chiamata all’azione per ricordarci del nostro bisogno di connessione in un mondo diviso. Appuntamento imperdibile dunque, l’11 e il 12 aprile, per lasciarsi avvolgere dall’arte e dalla bravura di Cirri e Beercock allo Spazio Franco.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Palermo