Donna trovata morta a Palermo: marito indagato, autopsia fissata per domani
Gherda Caruso, 50 anni, rinvenuta senza vita in via Maccionello; il marito Giuseppe Greco è indagato per omicidio preterintenzionale.
Palermo. Gherda Caruso, 50 anni, è stata trovata senza vita nella sua abitazione di via Maccionello, nella zona dell'ospedale Cervello. Il marito, Giuseppe Greco (46 anni), è al momento indagato con l'ipotesi di omicidio preterintenzionale; l'autopsia è stata fissata per domani mattina alle 9:30 presso l'Istituto di Medicina Legale del Policlinico.
Il marito — che lavora come camionista — respinge ogni accusa e, tramite l'avvocato Fausta Catalano, ha dichiarato di aver lasciato la moglie in casa la mattina del 25 marzo, di averla più volte chiamata senza risposta e di averla poi trovata priva di vita tornando dall'attività lavorativa. Questa versione è stata resa, secondo gli investigatori, durante ore di audizioni davanti alla polizia.
I familiari di Gherda — assistiti dagli avvocati Daniela Spinnato e Antonia Mutolo — mettono in dubbio la ricostruzione del coniuge: pur riconoscendo che il cadavere, in una prima ispezione esterna, non presenta segni visibili di violenza, citano presunti dissapori tra i coniugi e non escludono l'ipotesi di un delitto. Al momento, però, non risultano denunce pregresse per violenze presentate dalla vittima.
Il pubblico ministero Antonio Carchietti ha aperto un fascicolo e ha disposto l'esame autoptico «per fugare ogni dubbio» sulle cause del decesso. L'avviso di garanzia nei confronti di Greco è stato emesso — spiegano fonti giudiziarie — come atto dovuto dato il carattere di atti irripetibili dell'autopsia, consentendo così all'indagato di nominare propri consulenti tecnici.
L'autopsia sarà eseguita dai medici legali D'Anna e Piraino. I familiari di Gherda si sono affidati all'ex assessore regionale e anatomo-patologo Nunzia Albano, mentre Greco si è affidato a Manfredi Rubino per l'assistenza tecnica. Le nomine riflettono la volontà delle parti di seguire da vicino l'esame medico-legale.
I parenti della vittima riferiscono inoltre che, dopo la scoperta del corpo, Greco non avrebbe consentito loro l'accesso all'appartamento: un comportamento che la difesa motiva con i rapporti tesi tra il marito e i suoceri e il cognato. Gli inquirenti stanno ricostruendo la dinamica dei fatti e verificando ogni elemento di prova raccolto sulla scena.
Al momento gli elementi ufficiali non consentono di stabilire con certezza se si tratti di un femminicidio, di un decesso dovuto a cause naturali o di altra natura: l'esito dell'autopsia è atteso come elemento centrale per chiarire le cause della morte e indirizzare le eventuali ulteriori indagini giudiziarie.
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