Niscemi: 13 iscritti nel registro degli indagati per la frana del 25 gennaio, tra loro quattro ex presidenti della Regione

Il procuratore di Gela ha iscritto 13 persone per disastro colposo e danneggiamento dopo il ciclone Harry; indagati Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani.

15 aprile 2026 13:04
Niscemi: 13 iscritti nel registro degli indagati per la frana del 25 gennaio, tra loro quattro ex presidenti della Regione -
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Il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, ha iscritto 13 persone nel registro degli indagati in relazione alla frana che ha colpito Niscemi (Caltanissetta) il 25 gennaio 2026. A tutti, a vario titolo, vengono contestati i reati di disastro colposo e danneggiamento a causa di frana. Tra gli iscritti figurano gli ultimi quattro presidenti della Regione Sicilia: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani. L'iscrizione nel registro non equivale a una condanna: presunzione di innocenza e accertamento delle responsabilità sono al centro dell'inchiesta.

Dettagli dell'indagine

Secondo l'atto della procura, gli indagati sono accusati in relazione agli eventi che hanno determinato la frana e i conseguenti danni al tessuto urbano e alle abitazioni. Il capo dell'ufficio inquirente, Salvatore Vella, coordina le indagini che dovranno ricostruire i fatti, le responsabilità e le eventuali omissioni in materia di manutenzione, pianificazione territoriale e misure di prevenzione.

Le fasi successive dell'indagine comprenderanno, presumibilmente, l'acquisizione di perizie tecniche e geologiche, l'audizione di testimoni e di persone informate sui fatti, e accertamenti sui provvedimenti amministrativi adottati negli anni precedenti. Al momento non risultano richieste di rinvio a giudizio né sentenze definitive: la vicenda è in fase istruttoria.

Contesto meteorologico e conseguenze per la popolazione

La frana è avvenuta nel contesto del passaggio del ciclone Harry, che ha colpito vaste aree della Sicilia nel mese di gennaio 2026. L'evento ha provocato danni estesi e la collassazione di porzioni di versante a ridosso della parte sud del centro abitato di Niscemi, determinando l'immediata evacuazione degli abitanti dell'area interessata.

Il governo ha annunciato lo stanziamento di 150 milioni di euro per la zona; la premier Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sono recati sui luoghi colpiti nei giorni successivi per verificare la situazione. Molti residenti hanno dovuto abbandonare case e beni: alcuni hanno dichiarato di aver lasciato alle spalle "24 anni di ricordi e di vita familiare".

Rilevanza politica e sviluppo della vicenda

La presenza tra gli indagati di quattro ex presidenti della Regione conferisce all'inchiesta una forte risonanza politica e mediatica. Gli accertamenti giudiziari si svolgeranno nel rispetto della neutralità del procedimento e della tranquillità delle vittime, mentre la verifica delle eventuali responsabilità amministrative potrà avere riflessi anche sul piano politico e gestionale.

Per il prosieguo dell'azione giudiziaria è atteso il compimento di ulteriori atti istruttori e l'eventuale svolgimento di udienze pubbliche. La procura di Gela ha avviato un percorso che mira a chiarire le cause della frana, definire le responsabilità e stabilire le misure riparatorie e preventive necessarie per la sicurezza del territorio.

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