Palermo, autopsia: «Traumi pesanti e profondi», morte immediata per i due operai caduti da 30 metri

Autopsia conferma danni irreversibili dopo la caduta da una gru in via Ruggero Marturano. Indagati titolare e committente.

A cura di Redazione
15 aprile 2026 13:42
Palermo, autopsia: «Traumi pesanti e profondi», morte immediata per i due operai caduti da 30 metri -
Condividi

I primi esiti dell'autopsia sui corpi dei due operai precipitati venerdì scorso in via Ruggero Marturano, a Palermo, indicano traumi pesanti e profondi, con schiacciamento di ossa e vertebre e danni irreversibili ai crani: la morte di Najahi Jaleleddine, 41 anni, e Daniluc Tiberi Mihai, 49 anni, è stata immediata. I due sono caduti da un'altezza di circa 30 metri mentre si trovavano su un cestello issato da una gru.

L'incidente è avvenuto quando il braccio della gru si è spezzato, provocando la caduta del cestello e la proiezione dei due operai nel vuoto. Parte del braccio metallico è poi precipitato sull'officina del gommista Gammicchia, coinvolgendo ulteriormente la zona del cantiere. Le dinamiche dell'accaduto sono oggetto di accertamenti tecnici e scientifici per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi.

Sono state effettuate anche Tac e altre analisi scientifiche sui corpi delle vittime; i risultati degli esami integrativi e degli approfondimenti tossicologici e istologici saranno consegnati entro sessanta giorni. Le verifiche sono condotte dalla polizia scientifica, con il supporto di tecnici specializzati, sotto la direzione del pm Daniele Sansone.

Accertamenti e inchiesta

La gru è stata ispezionata in modo approfondito, anche grazie all'uso di un'autoscala per osservarla dall'alto e valutare il punto di rottura del braccio. Nel registro degli indagati sono stati iscritti, con l'ipotesi di omicidio colposo, il titolare della Ediltec Costruzioni srl — che aveva preso a nolo la gru dalla ditta Agliuzza — e il committente dei lavori, ovvero il proprietario dell'attico dove si svolgevano gli interventi.

Dai primi accertamenti emerge che i due lavoratori non sarebbero stati in regola né con i contratti di lavoro né con le norme di sicurezza per lavori in quota. Secondo gli investigatori, inoltre, Jaleleddine e Mihai non avrebbero ricevuto una formazione adeguata per operare in condizioni di rischio sul cestello sospeso.

Resta da determinare con esattezza la causa della rottura del braccio della gru: tecnici e periti dovranno stabilire se la causa sia da ricondurre a usura, difetto meccanico, errata manutenzione o a errori nella gestione del noleggio e dell'installazione. Gli inquirenti proseguiranno gli accertamenti tecnici nei prossimi giorni, mentre gli esiti completi delle analisi medico-legali saranno determinanti per eventuali sviluppi dell'indagine.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Palermo