Palermo: Procura chiede misure cautelari per 20 tra messi notificatori e operai Reset
Accuse di falso e truffa: sospensione per i messi notificatori e divieto di dimora per gli operai; il Gip deciderà dopo gli interrogatori.
La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto al giudice per le indagini preliminari misure cautelari nei confronti di 20 persone, tra messi notificatori del Comune e operai della Reset, la partecipata comunale che si occupa di manutenzione, verde pubblico e pulizie. La richiesta, che riguarda accuse di falso e truffa, è stata resa nota da Live Sicilia.
Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza avrebbero ricostruito un fenomeno di assenze ingiustificate dal lavoro, verificatesi con modalità diverse a seconda delle categorie coinvolte, nel periodo compreso tra febbraio e settembre 2024. Secondo gli investigatori, in alcuni casi si tratta di assenze di poche ore, in altri di intere giornate.
Richieste cautelari e ricostruzione degli accadimenti
Per i sette messi notificatori comunali la Procura ha chiesto la sospensione dal servizio per un anno; per gli operai della Reset è stato invece richiesto il divieto di dimora in città. Le misure cautelari richieste mirano, secondo i pubblici ministeri, a prevenire il rischio di reiterazione dei reati contestati.
Nella ricostruzione investigativa i messi notificatori, che svolgono attività prevalentemente esterna per la notifica di atti amministrativi e tributari, avrebbero sfruttato la libertà di movimento durante il servizio per sbrigare faccende personali. Gli operai della Reset, invece, si sarebbero organizzati tra loro per timbrarsi reciprocamente anche per i colleghi assenti, coprendo così le mancanze al cartellino.
Il Gip Micaela Raimondo ha concluso il ciclo di interrogatori preventivi tra il 10 e il 13 aprile e ora dovrà valutare l'istanza dei pubblici ministeri. Nel procedimento il giudice dovrà accertare se sussista un concreto rischio di reiterazione dei reati tale da giustificare l'applicazione di misure cautelari.
Nell'ambito del rispetto del principio di presunzione di innocenza, gli indagati mantengono la qualità di tale fino a eventuali condanne definitive. Dal punto di vista amministrativo, l'adozione di misure come la sospensione o il divieto di dimora comporterebbe effetti immediati sull'organizzazione del lavoro e sui servizi pubblici offerti dalla Reset e dal Comune.
Non è stata fornita una data certa per la decisione del Gip; il dispositivo potrà prevedere l'accoglimento totale o parziale delle richieste dei pubblici ministeri, oppure il rigetto. Gli sviluppi giudiziari saranno determinanti anche per eventuali ulteriori approfondimenti investigativi.
La vicenda solleva interrogativi sull'efficacia dei controlli interni nei servizi comunali e sull'affidabilità delle procedure di rilevazione della presenza in servizio, temi di diretto interesse pubblico che saranno al centro dell'attenzione nei prossimi passaggi processuali.
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