Pallottola nel cranio di un 17enne: estrazione riuscita a Villa Sofia, indagini su sparo dell'11 aprile

Il proiettile, vicino alla carotide e alla prima vertebra, scoperto dopo una Tac privata; la polizia indaga su possibile rissa a Carini.

A cura di Redazione
24 aprile 2026 05:45
Pallottola nel cranio di un 17enne: estrazione riuscita a Villa Sofia, indagini su sparo dell'11 aprile -
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Un diciassettenne di Carini è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico riuscito a Villa Sofia dopo che una Tac privata ha rivelato un proiettile conficcato nel cranio, a pochi millimetri dalla carotide e all’altezza della prima vertebra. Le forze dell’ordine hanno avviato indagini per ricostruire dove, quando e da chi sia stato esploso il colpo.

Nella ricostruzione finora emersa, il ragazzo si era presentato sabato 11 aprile in guardia medica con una ferita dietro l’orecchio, accompagnato dai genitori. Dopo le prime medicazioni ha continuato ad accusare otalgia e mal di testa; solo una Tac eseguita in un centro privato ha evidenziato la presenza del corpo estraneo. I responsabili dello studio, con il referto alla mano, hanno contattato il 112: «Abbiamo un paziente con un proiettile conficcato in testa», hanno riferito, organizzando il trasferimento in ospedale con il 118 e l’intervento della polizia.

Dettagli clinici e intervento

I chirurghi del reparto di Neurochirurgia di Villa Sofia hanno estratto una pallottola, probabilmente un calibro 9 perfettamente integro, che si era fermata presso la prima vertebra, vicinissima alla carotide. L’operazione, eseguita dopo consulenze specialistiche, si è conclusa con esito positivo: se la pallottola si fosse spostata di pochi millimetri avrebbe potuto causare conseguenze devastanti o la morte immediata.

Gli accertamenti clinici precedenti all’intervento non avevano rilevato la presenza del proiettile: né il giovane, né i medici che lo avevano visitato inizialmente sembrano essersi accorti dell’arma da fuoco. I familiari hanno scelto di effettuare accertamenti privatamente per chiarire i sintomi persistenti, permettendo così la scoperta e il successivo ricovero.

Indagini e ricostruzione procedurale

La procura e le forze dell’ordine stanno cercando di ricostruire la traiettoria del proiettile e il luogo in cui è stato esploso. Le prime attenzioni degli investigatori si concentrano su due ipotesi principali: che il ragazzo fosse bersaglio dell’aggressione o che si tratti di una pallottola vagante. È allo studio la possibile correlazione con un episodio di violenza avvenuto a Carini l’11 aprile, per il quale i carabinieri erano intervenuti: al momento non è però stata stabilita una connessione certa tra i fatti.

Le autorità procederanno con accertamenti balistici, la verifica dei referti clinici e l’escussione di testimoni e familiari. La posizione del ragazzo e la sua età (minore) imporranno misure di tutela e riservatezza durante l’attività investigativa.

Impatto locale e prossime fasi

La vicenda solleva interrogativi sulla sicurezza pubblica a Carini e sulle circostanze che hanno permesso a un proiettile di entrare nel corpo di un minorenne senza che lo stesso se ne accorgesse. Gli inquirenti hanno avviato una ricostruzione puntuale della sequenza temporale dei fatti, a partire dalla visita in guardia medica del 11 aprile, e invitano eventuali testimoni a mettersi in contatto con le forze dell’ordine per fornire elementi utili alle indagini.

Resta da chiarire, oltre all’identità del responsabile, il contesto in cui il colpo è stato esploso: le verifiche tecniche e testimoniali nelle prossime ore saranno decisive per trasformare i punti interrogativi in fatti accertati.

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