Senato: via libera al decreto commissari, riorganizzata la governance delle grandi opere

Il provvedimento ridefinisce commissariamenti e percorso autorizzativo per Ponte sullo Stretto, Mose, A24/A25 e opere ferroviarie strategiche.

30 aprile 2026 15:36
Senato: via libera al decreto commissari, riorganizzata la governance delle grandi opere - Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
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Sui cantieri principali del Paese — dal Ponte sullo Stretto al Mose — arriva un segnale politico chiaro: il Senato ha dato il via libera al decreto sui commissari. Il passaggio parlamentare segna una fase di riordino delle strutture straordinarie nate negli ultimi anni e apre la strada a una nuova concentrazione di procedure e ruoli amministrativi.

Il testo del decreto interviene in modo puntuale sulla governance delle grandi opere, con l'obiettivo dichiarato di razionalizzare i commissariamenti e le strutture speciali che si sono sovrapposte nel tempo. Al centro c'è la volontà di mettere ordine nei processi decisionali, nelle verifiche tecniche e nella gestione dei finanziamenti pubblici.

Nel perimetro del provvedimento rientrano opere e ambiti sensibili: il Ponte sullo Stretto, il complesso del Gran Sasso, le autostrade A24 e A25, specifici interventi gestiti da Anas, le opere ferroviarie strategiche e il sistema di protezione idraulica di Venezia (Mose). L'elenco sottolinea come il decreto riguardi sia infrastrutture viarie sia grandi interventi di ingegneria idraulica e ferroviaria.

Il testo definisce inoltre il percorso da seguire per il via libera definitivo alle opere: è prevista l'aggiornamento del piano economico-finanziario (PEF), nuovi passaggi istruttori, acquisizione di pareri tecnici e l'adozione di una nuova delibera Cipess. Questi passaggi rappresentano le tappe amministrative che precedono ogni decisione finale e che dovranno garantire verifiche di sostenibilità e conformità.

Un elemento operativo significativo è il rafforzamento del ruolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) nel confronto con Bruxelles. Il potenziamento del ruolo ministeriale punta a rendere più efficace il coordinamento con le istituzioni europee, in particolare sui profili di compatibilità finanziaria e rispetto dei vincoli comunitari sui fondi.

Le ricadute pratiche di questa riorganizzazione sono molteplici: da una possibile accelerazione delle procedure autorizzative a un maggior coordinamento tecnico-amministrativo. Al tempo stesso, il riordino solleva questioni su trasparenza, controllo e concentrazione di poteri, questioni che dovranno essere monitorate nei prossimi passaggi istruttori.

I prossimi punti da seguire saranno concreti e tecnici: l'aggiornamento del PEF, l'esito dei nuovi passaggi istruttori e dei pareri tecnici, e infine la delibera del Cipess che sancirà le decisioni definitive. Mentre il provvedimento avanza, osservatori e operatori del settore attendono di vedere se il riassetto produrrà gli effetti di semplificazione e speditezza annunciati o se si apriranno nuove contestazioni sul piano della governance e del controllo pubblico.

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